Home arrow Notizie arrow Dal Mondo arrow L'Imperatrice Zita verso la beatificazione
L'Imperatrice Zita verso la beatificazione
Scritto da Administrator   
Monday 21 December 2009

Il 10 dicembre 2009 la Diocesi di Le Mans ha avviato la prima fase della causa di beatificazione e canonizzazione di Sua Maestà Apostolica Zita di Borbone-Parma (Capezza Pianore, Camaiore, Lucca, 9 maggio 1892 – Zizers, Svizzera, 14 marzo 1989), ultima Imperatrice d'Austria e Regina d'Ungheria, moglie del Beato Carlo d'Asburgo, oblata dell'abbazia benedettina di Solesmes. La causa di beatificazione e canonizzazione è promossa dall'Association pour la Béatification et la Canonisation de l’ Imperatrice et Reine Zita: www.beatification-imperatrice-zita.org. L'Abbé Cyrille Debris è stato designato quale Postulatore (e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )

 

Dio, Padre nostro, Tu hai riscattato il mondo attraverso l’umiliazione del Tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, e hai esaltato colui che per amore da Re si è fatto Servo e ha dato la Sua vita per tutti.

DegnaTi di concedere alla Tua Serva Zita, imperatrice e regina, di essere nella Chiesa innalzata all’onore degli altari. In lei ci doni un esempio ammirevole di fede e speranza di fronte alle prove della vita e di incrollabile certezza nella tua divina Provvidenza.

Ti preghiamo perché Zita, con il suo sposo il Beato imperatore Carlo, possa essere per le coppie un modello d’amore e fedeltà coniugale e per le famiglie una maestra d’educazione cristiana. Ella che in ogni circostanza seppe aprire il suo cuore a chiunque, specialmente ai più poveri, possa essere per tutti un luminoso esempio di carità e di dedizione al prossimo.

Per sua intercessione, esaudisci la nostra preghiera... (formularla qui).
Te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

 

Image


Proponiamo un suo breve profilo a cura di Stefano Stagi tratto da Radici Cristiane.


In un giorno di marzo di venti anni fa moriva, a Zizers nei Grigioni in Svizzera, l'ultima Imperatrice cattolica d'Europa, Zita di Borbone-Parma, moglie dell'ultimo Imperatore austro-ungarico Carlo I d'Asburgo.
Arrivata alla duplice Corona di Vienna e Budapest per fatalità a seguito della morte violenta dei due eredi (il suicidio di Rodolfo a Mayerling e l'assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo) che precedevano il marito Carlo nei diritti di successione, Zita era al tempo stesso ammirevole madre di famiglia e politica di buon livello, coraggiosa nelle tante avversità e sempre consapevole del suo rango persino nei periodi di quasi povertà che accompagnarono il suo lungo esilio in vari Paesi del mondo.
Zita cercò per tutta la sua vita di recuperare il Trono (o parte di esso, quello ungherese soprattutto) prima per il marito e poi per il suo primogenito. Figura dotata di grande realismo politico come di notevole generosità, Zita morì di vecchiaia nel suo letto quando ormai era la rispettata "matriarca" di numerosa discendenza.

Una Borbone già... austriaca
Nata nel 1892 a Villa Pianore, vicino a Viareggio in provincia di Lucca, in quella che era la residenza estiva dei suoi avi quand'erano ancora Duchi di Lucca, Zita discendeva per parte di padre dalla famiglia ducale dei Borbone-Parma (spodestata alla formazione dell'Italia unita) e per parte di madre da quella reale dei Braganza del Portogallo.
Le fu dato come nome "Zita" in ossequio a Santa Zita, una delle più antiche e venerate della città di Lucca. La sua famiglia risiedeva abitualmente a Schwarzau in Austria, perciò poteva considerarsi già un po' austriaca, quando nel 1911 sposò l'arciduca Carlo d'Asburgo, pronipote dell'Imperatore Francesco Giuseppe.
L'unione riuscì bene anche dal punto di vista sentimentale. La coppia ebbe otto figli in poco più di un decennio. Diventato Imperatore in piena guerra nel 1916 alla morte di Francesco Giuseppe, Carlo fu costretto, nel 1918, ad abbandonare il suo Trono dopo la sconfitta e la suddivisione del plurisecolare impero absburgico in tanti piccoli Stati.
Il fatto più significativo del brevissimo e travagliato periodo di regno di Carlo fu il fallito tentativo del sovrano (ispirato da Zita, aiutata dal fratello Sisto) di concludere al più presto una pace separata (all'insaputa della Germania) con le potenze nemiche. Dall'esilio in Svizzera, nel 1921 Carlo e Zita tentarono due volte di riprendere il Trono in Ungheria, dove la situazione sembrava più favorevole alla causa legittimista.
Il fallimento del loro sogno ungherese ebbe come conseguenza anche il loro più lontano esilio nell'isola portoghese di Madera, dove Carlo, già di salute cagionevole, morì a soli 35 anni nel 1922.
Rimasta sola a 30 anni, Zita seppe guidare la famiglia attraverso i vari, successivi esili in Spagna, Belgio, Stati Uniti e Canada senza mai rinunciare a interessarsi al suo precedente reame, specialmente negli anni in cui questo cadde per gran parte nella mani di Hitler.
Svanite anche le speranze di una restaurazione monarchica nella nuova sistemazione europea seguita alla Seconda Guerra Mondiale e delegata poco a poco la guida della sua grande famiglia al primogenito Otto (eletto deputato per la Germania al Parlamento Europeo), nel 1963 Zita si ritirò in un piccolo appartamento nella casa di riposo per anziani di Zizers, non lontano da Coira in Svizzera.
A partire dal 1982, il governo di Vienna le permise di compiere varie visite in Austria. E quando morì, nel 1989, le furono tributate solenni onoranze funebri a Vienna, dove fu sepolta nella Cripta dei Cappuccini, la famosa ultima dimora degli Asburgo che già ne ospitava ben 144, di cui 12 imperatori e 16 imperatrici.
Alle onoranze di Vienna, seguì qualche giorno dopo un requiem solenne in suo onore nella chiesa di Budapest dove Carlo e Zita erano stati incoronati Re e Regina d'Ungheria.

Ultima protagonista della "Felix Austria"
Se si pensa alle immani tragedie e feroci violenze avvenute in gran parte di quelli che un tempo erano i territori dell'impero di Zita (diventati più simili a un "litigiosissimo" condominio che a un pezzo di "casa comune"), è inevitabile chiedersi se forse non era meglio (naturalmente con le opportune modifiche dettate dal cambiar dei tempi) quel "mondo di ieri" tanto caro a Stefan Zweig, Robert Musil, Philip Roth e ai tanti altri che brillavano negli ultimi tempi di quell'impero che era stato una specie di grande "confederazione" imperniata sugli Asburgo.
È significativo ricordare, inoltre, che lo stesso anno - il 1989 - in cui l'Imperatrice raggiungeva i suoi avi nella Cripta dei Cappuccini a Vienna, proprio l'area ~~ balcanica, magna pars dell'Impero e pretesto per far scoppiare "l'inutile strage" (come la chiamò Papa Benedetto XV) della Prima Guerra Mondiale, sarebbe divenuta di nuovo teatro di massacri e barbarie terribili, proprio a partire da qual «nazionalismo giacobino delle piccole patrie», come lo chiama lo storico ungherese Francois Feito, «che aveva pianificato ottanta anni prima la fine dell'unità austro-ungarica sotto la Corona degli Absburgo, per "repubblicanizzare", come accadde in Francia dopo la Rivoluzione del 1789, l'area danubiano-balcanica».
È proprio il caso di dire che la Storia degli uomini tende a ripetersi, soprattutto nel male.
Ultimo aggiornamento ( Monday 21 December 2009 )
 
< Prec.   Pros. >
© 2010 crocereale
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.