25 aprile – San Marco

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Oggi Venezia festeggia il suo Santo Patrono. I veneziani doc rientreranno a casa donando alle loro mogli, sorelle, fidanzate, alle nonne, “el bocolo” (un bocciolo di rosa rossa), una bella tradizione mai venuta meno. Oggi, in questa disastrata Italia, si festeggia la Liberazione dal nazifascismo con i soliti riti retorici  che,  annualmente, forse per esorcizzare un mondo che non c’è più, viene riproposta tra lo sventolio di bandiere rosse con falce e martello o con la figura del Che Guevara, che poi non c’entrano per niente con la Liberazione.

Oggi, 25 aprile è la Festa di San Marco. Mi è venuta spontanea una domanda: perché in occasione della Festa della Liberazione e di San Marco non vengono esibiti  nei vari cortei che si snodano nelle vie delle nostre città  striscioni con su scritto:”Liberazione per i marò!” Festeggiare la Liberazione dal giogo delle dittature del secolo scorso non esime dal ricordare e sostenere chi ha sempre onorato la Patria compiendo il proprio dovere di soldato.

San Marco è lo stemma che con orgoglio esibiscono sulle loro uniforme i nostri militari, eredi di quel Reggimento San Marco che dopo l’8 settembre 1943 si unì formalmente alle forze alleate partecipando alla guerra di liberazione. Ma, forse, questo non fa testo laddove vige la malafede capace solo di rinfocolare, a distanza di 71 anni, ancora odio e divisioni.

Rimini, 25 aprile 2016

Giovanni Ruzzier

 

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