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Chiesa S.Agostino Pantheon degli Estensi ….viene riaperta al culto

Il 2 settembre 2018 con una solenne celebrazione presieduta dal vescovo di Modena Erio Castellucci – della chiesa di Sant’Agostino dopo oltre sei anni è stata una autentica festa. La grande aula barocca al fianco di Palazzo dei Musei era strapiena, con tanti fedeli intervenuti a vedere tutti i lavori fatti nel corso dell’ultimo anno e a “riappropriarsi” di una delle principali chiese della città.

Tutti, compresi il sindaco Muzzarelli che dal pulpito ha elencato tutti i lavori che il Comune sta portando avanti nel post sisma, hanno ricordato l’importanza del Sant’Agostino.

( http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2018/09/03/news/modena-riapre-s-agostino-giorno-di-festa-e-di-speranza-per-tutta-la-citta-1.17213232#gallery-slider=undefined )

La chiesa, infatti, è tra quelle di proprietà comunale. Gli interventi, iniziati nel luglio del 2017, hanno avuto un valore complessivo di circa un milione di euro con un finanziamento di 500 mila euro della Regione Emilia-Romagna per il ripristino post sisma e un contributo di 460 mila euro della Fondazione Cassa di risparmio di Modena che ha permesso l’estensione dell’opera di restauro e consolidamento del soffitto e dell’apparato scultoreo decorativo, oltre al rifacimento dell’impianto di riscaldamento.

( https://www.comune.modena.it/salastampa/archivio-comunicati-stampa/2018/8/domenica-2-settembre-riapre-la-chiesa-di-sant2019agostino )

La chiesa eretta nel 1338 su di un edificio preesistente, fu trasformata tra il 1669 e il 1670, diventando il Pantheon dei duchi e delle duchesse d’Este.

In quegli anni l’edificio gotico, ancora leggibile nella struttura generale e sulla fiancata esterna, fu decorato con un fastoso apparato di stucchi e dipinti. Il complesso esprime le aspirazioni della casa d’Este, intrecciando la gloria terrena della casa regnante a quella divina. L’ambizioso programma iconografico del gesuita Domenico Gamberti, fu realizzato dagli artisti di corte, alcuni dei quali lavorarono anche alla reggia di Sassuolo: Oliviero Dauphin, Sigismondo Caula, Francesco Stringa e gli stuccatori Lattanzio Maschio e Giovanni Lazzoni.

All’interno si segnalano il “Compianto sul Corpo di Cristo” di Antonio Begarelli  (1524-26) e il frammento di affresco del XIV secolo di una Madonna col Bambino, proveniente dalla precedente chiesa e attribuito a Tomaso da Modena.

( http://www.visitmodena.it/it/informazioni-turistiche/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/chiese-pievi-battisteri/chiesa-di-santagostino )

 

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