Crimea 1845-2015

Modena 9 ottobre 2015
30 Settembre 2015
In ricordo di Insbuschenskij’42
4 Ottobre 2015

crimea

 

UN OMAGGIO SIGNIFICATIVO AI SOLDATI ITALIANI CADUTI NELLA GUERRA DI CRIMEA (1854) ED ALLA COMUNITA’ ITALIANA RESIDENTE IN CRIMEA.

Il dott. Gianni Stefano Cuttica, Segretario della Consulta,  in riferimento alla notizia di qualche settimana fa sui telegiornali nazionali e sui quotidiani più importanti che mettevano in risalto la conseguenza positiva dell’incontro in Crimea di Silvio Berlusconi con il Presidente russo Vladimir Putin, ci ha fatto pervenire il Suo pensiero. Egli scrive: “” Nel corso di questa visita di Berlusconi,  il Presidente Putin non solo ha reso omaggio al monumento ai Soldati Italiani caduti durante la guerra di Crimea (1854) ma ha anche ricevuto i rappresentanti della Comunità Italiana di Crimea e dichiarato che avrebbe firmato un decreto che riconosceva le ingiuste persecuzioni subite da questa Comunità durante il Periodo Stalinista. La ricostruzione della storia di questa Comunità e le pressioni presso l’Ambasciata ed i Consolati per il riconoscimento dei loro diritti calpestati vanno sicuramente anche a merito del nostro Collega prof. Giulio Vignoli che da anni si è adoperato per questa sacrosanta causa.

Ricordo che uno dei libri scritti dal nostro Collega su questo argomento, del tutto sconosciuto e/o ignorato dalle autorità, dai media e dal pubblico italiano, venne presentato una decina di anni fa in Santa Margherita Ligure dal nostro Presidente alla presenza di S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia. Allego alla presente una sintetica ricostruzione di questa vicenda ad una fotografia in cui di vede il Presidente Putin a colloquio con la signora Giulia Giacchetti Boico, Presidente della Comunità Italiana di Crimea ed il dirimpettaio Silvio Berlusconi con in mano il libro scritto dal nostro Collega Vignoli,””

Giovanni Ruzzier

Il 14 di questo mese, il presidente russo Vladimir Putin, in compagnia di Silvio Berlusconi, ha incontrato a Yalta i rappresentanti della Comunità degli Italiani di Crimea. Erano presenti Giulia Giacchetti Boico, che presiede la Comunità, Natale De Martino e due giovani della Comunità. L’incontro è avvenuto su suggerimento di Silvio Berlusconi che si trovava in Russia, ospite di Putin, prima a Soci e poi in Crimea. I rappresentanti della nostra comunità sono giunti da Kerc, dove risiede la maggior parte dei nostri connazionali, in auto, scortati dalla polizia. Giulia Giacchetti ha parlato soprattutto con Putin ed ha raccontato la loro storia. Giunti in Crimea dalla Puglia nel 1830 e intorno al 1870, dopo un lungo periodo di tranquillità e sviluppo, arrivarono ad essere circa 5.000. Incominciarono ad essere perseguitati con l’avvento del comunismo in Russia, soprattutto durante le purghe staliniane,  molti di essi furono arrestati e di loro non si ebbero più notizie. I superstiti, circa 3.000, uomini, donne, bambini, lattanti, vecchi vennero deportati alla fine di gennaio del 1942 in Kazakistan con vagoni piombati in condizioni inumane.  L’accusa era di essere italiani e quindi simpatizzanti per il nemico.  Quasi tutti i bambini morirono nel viaggio per il freddo, la fame, i maltrattamenti. I cadaverini vennero buttati fuori dai vagoni dalle guardie durante il tragitto e rimasero insepolti.  Anche molti adulti morirono. Giunti in Kazakistan dopo un mese, con una temperatura di anche 30 gradi sottozero, vennero abbandonati in baracche.  La morte sopraggiunse per molti. Questa tragedia fu volutamente ignorata in Italia per 60 anni. Le lettere scritte ad ambasciate e consolati italiani dai superstiti non ebbero mai risposta. Non era opportuno parlarne:  erano infatti cattolici ed uccisi dai comunisti (e non dai soliti nazisti).  Solo in 300 (trecento) tornarono in Crimea al tempo di Kruscev. Putin ha affermato, nell’incontro con i rappresentanti della Comunità, di essere totalmente all’oscuro della vicenda. Berlusconi si è intrattenuto con Natale De Martino,  deportato con la famiglia a 8 anni. I nostri connazionali hanno chiesto soprattutto il riconoscimento della deportazione che, ironia della  sorte, malgrado le loro proteste e documentazioni, non era stata ancora, dopo tanti anni, riconosciuta. Giulia Giacchetti Boico ha donato  a Putin il libro trilingue (italiano, russo e ucraino) scritto da lei e da Giulio Vignoli. De Martino ha donato a Berlusconi il libro in italiano del solo Vignoli. Tornato il giorno dopo a Mosca, Putin ha firmato il decreto di riconoscimento della deportazione.

La Repubblica Italiana è rimasta finora inerte, malgrado i solleciti e le insistenze effettuate da 10 anni. Si chiede che venga restituita ai nostri connazionali di Crimea la cittadinanza italiana. Essi infatti al momento della deportazione  furono privati di ogni documento e consegnato loro in cambio un foglio con scritto: “deportato”.

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