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Dante e la Patria: dalla Nazione all’Impero

Il 6 febbraio u.s. si è svolto l’incontro culturale intitolato “Dante e la Patria: dalla Nazione all’Impero”, che la nostra Delegazione “Dante Alighieri” del Movimento culturale “Rinnovamento nella Tradizione – Croce Reale” ha organizzato in collaborazione con gli studenti dell’Associazione Culturale Universitaria “Università Europea”, presso i locali della maestosa Facoltà di Ingegneria di Ancona, dell’Università Politecnica delle Marche.

Dopo il saluto del “padrone di casa” Gabriele Colasurdo, membro dell’Associazione studentesca e dopo una breve introduzione del sottoscritto, è iniziato il pomeriggio dantesco.

La tematica affrontata è fondamentale, assolutamente attuale, ma purtroppo trova poco spazio nei maggiori canali di informazione mediatica e scolastica.

L’obiettivo che gli organizzatori avevano in mente era intraprendere con il pubblico presente, un viaggio attraverso i versi più patriottici della Divina Commedia, guidati dalla grande ed esperta preparazione dei Relatori, Prof. Morganti e prof. Chiaserotti; un viaggio affascinante ed esaltante dalla Nazione all’Impero, dalla passione per l’Italia a quella per l’Europa, cui il Sommo Poeta ha dedicato parole d’amore e di fuoco, esortazioni ed ammonimenti.

Perché parlare di Patria oggi? E in particolare, perché parlare di Patria proprio leggendo Dante?

Crediamo che non si possa studiare e capire Dante senza prestare attenzione a quel suo patriottismo appassionato: l’immenso pensiero spirituale e morale dantesco risulterebbe “monco”, esattamente come senza l’alto profilo religioso ed etico non potremmo capire la stessa visione civica del Poeta. Ecco perché il Canto VI sia nel Purgatorio che nel Paradiso ha un suo significato strettamente politico e politico-culturale che, inserito in una gigantesca Visione spirituale ed organica della vita e del mondo, diventa “meta-politico”.

Il viaggio è partito dalla Nazione guidati dal Prof. Gianluigi Chiaserotti, giunto da Roma per parlarci di Italia, o meglio a parlarci di come Dante abbia concepito l’Italia, forte, unita, degna dei più grandi fasti antichi, “giardino dell’Impero”.

Il volo patriottico è poi proseguito verso i lidi paradisiaci dell’Europa imperiale, sacra e romana, guidati dal secondo nocchiero, il Prof. Adolfo Morganti che, con il suo intervento, ci ha condotto per mano fino alle soglie dell’Impero, laddove è possibile ammirare l’Aquila librarsi nei cieli della libertà.

Giunti alla conclusione di questa avventura si avvertiva quella sensazione che caratterizza ogni grande esperienza, dal sapore mitico: la fine coincide con l’inizio. Perciò siamo ritornati a chiederci: perché parlare di Patria ed in particolare di Dante e la Patria? Perché continuare a parlare di questa realtà rischiando di cadere nella retorica di chi esalta o denigra la Patria?

Ebbene, forti di tutto ciò che i nostri Relatori ci hanno indicato e suggerito in maniera così puntuale ed esaustiva, possiamo asserire che la Patria è la nostra terra che ci ha generato, il nostro destino in questa vita; è rispettare quella promessa fatta ai nostri padri e consegnarla intatta ai nostri figli. Patria è tutto questo e ancora di più. Non possiamo dirci vivi senza pensarci in una Patria, che come dice Marcello Veneziani è “in interiore homine”. Ecco allora che Dante ci indica la strada per recuperare l’amor di Patria, un amore che parte, inevitabilmente e giustamente, dalla Nazione italiana e, senza chiudersi in un piccolo ed angusto nazionalismo, si apre alle più grandi prospettive di un’Europa delle Nazioni. Ecco un patriottismo a cerchi concentrici, che dalla realtà territoriali più piccole assume una dignità di più ampio respiro senza per questo annullarle ma al contrario potenziandole.

Tutto ciò significa Patria per Dante e noi, che ci consideriamo eredi di questo grande messaggio, pensiamo che parlare di Patria oggi sia essenziale, non solo per un rinnovamento politico e sociale della nostra comunità, ma anche e soprattutto per una rigenerazione morale e spirituale di cui l’evo contemporaneo ha sete.

Senigallia (AN), lì 18.II.2018

di Giovanni Flamma
Presidente della Delegazione “Dante Alighieri”
Movimento culturale “Rinnovamento nella Tradizione – CROCE REALE”

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