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Elisabetta II Windsor del Regno Unito: Gorizia 26 maggio 2019

Conferenza di presentazione del libro del giornalista Antonio Caprarica, accompagnato dal suo collega inglese William Word in dialogo sulla monarchia inglese.

Nessuna dinastia ha mai mostrato maggior capacità di adattarsi all’umore dei propri sudditi. Come ci dice Caprarica: «La monarchia inglese è una monarchia millenaria, è iniziata nel 1066 ed è una istituzione che ha saputo sempre essere al passo con i tempi. I Windsor come monarchi hanno dimostrato di avere, anche come famiglia, una capacità incredibile di mantenere il legame con i sudditi».
L’esempio più clamoroso? Proprio il fatto di essersi inventati il nome Windsor… Dal lato della regina Vittoria i monarchi inglesi appartenevano alla casata di Hannover. Dal lato di suo marito Alberto (che passò il cognome ai discendenti) erano Sassonia-Coburgo-Gotha. Nell’infuriare della Prima guerra mondiale, mentre montava l’odio contro il Kaiser (di cui erano parenti esattamente come gli zar di Russia) e la Germania, decisero che un cognome più britannico sarebbe stato più gradito alla nazione. E così fu. Un’altra caratteristica della famiglia fu quella di poter contare sempre su donne di polso che hanno salvato la monarchia negli ultimi duecento anni.

Ancora Caprarica: «La regina Vittoria ha riportato in auge la monarchia dopo che i suoi due predecessori Giorgio IV e Guglielmo IV avevano affossato il prestigio della corona. Ciò che abbia rappresentato e rappresenti la regina Elisabetta non c’è neanche bisogno di spiegarlo. Basta dire che nel pieno delle polemiche per la morte della principessa Diana la sua popolarità era tra il 70 e il 75 per cento, percentuali che presidenti democraticamente eletti si sognano. Quanto alla più grave crisi della Monarchia britannica durante il XX secolo, l’abdicazione di Edoardo VIII, il timido Giorgio VI è riuscito a gestirla grazie alla moglie, la Regina madre. Gli inglesi la definivano un marshmallow con il ripieno al curaro. Sono le femmine Windsor, di sangue o acquisite, ad avere una marcia in più”.

Lunga vita alla Regina!

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