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Giorno del Ricordo, questo sconosciuto !

«1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
2. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.»
legge 30 marzo 2004 n. 92

E’ bene ricordare che è una Legge di questo Stato che ha istituito il Giorno del Ricordo che prevede, fra l’altro, iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi, come ho sottolineato nell’incipit di queste righe.
Questa mattina, 26 Gennaio, mi sono recato in una nota libreria di una più nota catena nazionale,  per ritirare un libro di Barbara Frale che avevo ordinato ed al banco era posto in evidenza la preparazione alla Gironata della Memoria che sarà celebrata il prossimo 27 Gennaio.

Davanti a me c’era una giovane ragazza, forse studentessa o insegnate, dal momento che acquistava dei libretti di favolette per bambini e, dal momento che stava decidendo che cos’altro prendere, la commessa mi ha chiesto che cosa volessi. Indicato il motivo della mia presenza, ho detto:” Vedo con piacere che state preparando la giornata della Memoria “ ed al sì sorridente e compiaciuto della commessa, ho chiesto:” Bene, e che cosa farte per il prossimo 10 Febbraio ?”…..mutismo generale, sguardo interrogativo e:”…perché, che cosa c’è il 10 Febbraio ?” Mi rivolgo alla ragazza che dice anche lei di non sapere nulla; al che preciso:” E’ il Giorno del Ricordo !” con l’esito di prima: mi guardano come se fossi un marziano che quella mattina si dedicava a rompere…..
Innervosito, preciso che si tratta di una Legge dello Stato che vuole ricordare i martiri delle foibe dell’Istria e Dalmazia.
Il laconico :” Ahhhhh !!!” fa capire che continuano a non saperne nulla e nulla sarà fatto per il Giorno del Ricordo.
Prendo il libro, pago e prima di uscire dico, ad alta voce così che possano sentire anche gli altri presenti in libreria:” Signorina, la prego, dica al titolare che anche gli Italiani uccisi e martirizzati dai partigiani comunisti di Tito meritano lo stesso rispetto degli Ebrei” ed esco.
Con rabbia e con amarezza, sì, tanta rabbia in corpo perché la sottile e sottotraccia volontà politica di nascondere alla giovani generazioni il genocidio di Italiani contimua, con l’ipocrisia di qualche alzabandiera in qualche periferia dove , bontà loro, hanno intitolato una stradetta ai “Martiri delle fojbe” così da poter dire di aver fatto il loro dovere e dimenticarsene per gli altri 364 giorni a venire.
Amarezza perché sarà di nuovo dimenticato il sacrificio di mio nonno Umberto, di Norma Cossetto, di Don Francesco Bonifacio e di tanti Italiani, donne e uomini che hanno avuto la “colpa” di non negare di essere italiani, di non essere jugoslavi o fedeli al regime titino, assieme a tanti bambini che sulla spiaggia di Pola, a Vergarolla, hanno avuto il torto di festeggiare nell’Agosto del 1946, la prima Estate di pace dopo una guerra lunga e terribile.
A loro va il mio pensiero e la mia preghiera.

Forlì, 26 Gennaio 2017

Vice Presidente Croce Reale – Rinnovamento nella Tradizione
Alberto Urizio

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