Il Duca d’Aosta ricordato a Sartirana Lomellina

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Martedì  3 marzo 1942, ore 3 e 45. Nella stanza 5 al primo piano del Maya Carbery Nursing Home di Nairobi si spegne Amedeo di Savoia Viceré d’Etiopia al termine di un’agonia durata settimane. “Com’è bello morire in pace con Dio, con gli uomini, con se stesso”. Sono le sue ultime parole pronunciate in stato cosciente prima del delirio che anticipa, appena di qualche ora, il suo congedo terreno definitivo. Un testamento spirituale che racchiude il senso di una vita straordinaria.

La nobile figura del viceré è stata ricordata a settantaquattro anni esatti da quel giorno nella chiesa di Santa Maria Assunta a Sartirana Lomellina, là dove Amedeo di Savoia aveva ereditato una vasta tenuta e creato un villaggio agricolo innovativo, rendendo concreto il suo amore per l’agricoltura. Ogni anno in occasione dell’anniversario uno dei suoi nipoti, l’Arciduca Martino d’Austria Este, figlio di S.A.I.R. Margherita di Savoia Aosta, ricorda il nonno con la Santa Messa mattutina. Un sommesso appuntamento condiviso dalla gente del paese e da persone legate al leggendario principe sabaudo.

L’intima ma intensa funzione religiosa di quest’anno ha rinnovato il ricordo del Viceré d’Etiopia, presente lo stesso Arciduca, accompagnato da un nutrito gruppo di ospiti giunti da Roma, Torino, Milano e Novara, tra cui le delegazioni dell’A.N.R.R.A. e delle Guardie D’Onore del Pantheon con i rispettivi labari.   Dopo la Santa Messa, con un’affettuosa accoglienza gli Arciduchi Martino e Katharina hanno ricevuto gli intervenuti nella loro casa per un breve rinfresco. Attimi di commozione sono stati vissuti dai presenti quando la marchesa Maria Gabriella, figlia del generale Umberto Ripa di Meana, comandante dello squadrone vicereale a Villa Italia, ha regalato al nipote dell’Eroe dell’Amba Alagi uno splendido porta sigari con effige ducale, dono dello stesso Viceré al padre della marchesa. Un ritorno a casa per il prezioso oggetto. Accompagnavano la nobildonna l’Ing. Franco de’Molinari, Presidente Nazionale A.N.R.R.A. e il Dr. Vittorio Mattiuzzi, ex responsabile del settore agricolo della SNAI (ex SAIS) a Johwar (già Villabruzzi, Somalia) a fine anni Sessanta.

La mattinata si è conclusa con la interessante visita al villaggio agricolo ducale, struttura modello per la sua epoca, e all’innovativo impianto di produzione di biogas ed energia elettrica realizzato dall’Arciduca Martino in questi ultimi anni. Un’opera adeguata alle sfide del nuovo millennio e della quale, ne siamo certi, anche il duca d’Aosta sarebbe stato fiero.

 

Dino Ramella

 

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1 Comment

  1. Prof. Roberto Binazzi ha detto:

    Gentili Signori,
    sono il nepote del Comandante Pietro Carlani di Perugia, amico e compagno d’armi del Duca di Spoleto Aimone di Savoia Aosta e di Suo fratello il Duca d’Aosta Amedeo. Nei giorni scorsi, rimettendo a posto le carte di mia Madre, recentemente scomparsa, ho trovato una lettera, datata Maggio 1944, scritta da Anna d’Orleans e dalle Sorelle Margherita e Maria Cristina di Savoia Aosta a mio Nonno Pietro, con cui intrattenevano un cordiale scambio epistolare. Vorrei pertanto chiederVi la cortesia di farmi avere l’indirizzo mail delle Principesse (o dell’Arciduca Martino) a cui, se a Loro interessasse, vorrei spedire copia della lettera.
    Vi ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti

    Prof. Roberto Binazzi
    Professore Associato, Malattie dell’ Apparato Locomotore
    Università degli Studi di Bologna
    Direttore dell’U.O. di ORTOPEDIA e
    CHIRURGIA dell’ANCA ARTROSICA e DISPLASICA
    Gruppo San Donato-MILANO
    Sede di Villa Erbosa
    BOLOGNA
    Italia

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