In ricordo di Insbuschenskij’42

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Cerimonia in caserma, cambia il comandante del gruppo esplorante

 

GROSSETO. Il corpo del reggimento “Savoia Cavalleria” ha celebrato la propria festa, con una cerimonia che ha ricordato i propri commilitoni che il 24 agosto del 1942 ad Insbuschenskij in Russia sconfissero armati di sole sciabole e bombe a mano 2500 soldati russi nemici superiori in numero ed in equipaggiamento. Alla caserma “Gen. C. A. Emanuele Beraudo di Pralormo” (nel refettorio, a causa del maltempo), erano presenti le autorità militari, civili e religiose ma anche, accolto dal 102° comandante di reggimento, colonnello Aurelio Tassi, il generale di brigata Giovanni Maria Iannucci, comandante della Brigata paracadutisti “Folgore”. Momento particolare e sentito della cerimonia è stato il cambio del comandante del 1° gruppo squadroni esplorante, ovvero la pedina operativa del reggimento. Al tenente colonnello Domenico Leotta, destinato allo Stato maggiore della Difesa, subentra il pari grado Paolo Scimone proveniente dallo Stato maggiore dell’Esercito. Sono trascorsi 73 anni da quel 24 agosto 1942 quando ad Insbuschenskij seicento sciabole ebbero la meglio di 2500 soldati sovietici in superiorità tattica, di numero e di equipaggiamento. Molto è cambiato da quell’estate del ’42, ricordano dal Savoia: lo stendardo del reggimento per questo fatto d’arme venne decorato di Medaglia d’oro al Valor militare, rientrato in Italia venne disciolto a seguito delle vicissitudini che seguirono l’8 settembre del ’43 e ricostituito in Milano nel 1946. Ora “Savoia”, dopo due trasferimenti di sede, dopo la partecipazione a numerose Operazioni di mantenimento della pace all’estero ed in Madepatria sta vivendo da protagonista un processo di evoluzione che lo vede il primo reggimento di Cavalleria Paracadutisti dell’Esercito Italiano divenendo la pedina esplorante della Brigata Paracadutisti “Folgore”. «Compito arduo per le “Cravatte Rosse” dal basco amaranto, che sul solco tracciato dai Cavalieri di Insbuscenskij sapranno, anche in questo caso, cogliere al meglio questa sfida».

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