L’atro primo maggio 2018…”Giornata di Studi sulla Grande Guerra”

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L’atro primo maggio 2018…”Giornata di Studi sulla Grande Guerra”

Villa Ca' Cornaro

È stata la splendida cornice di Ca’ Cornaro, sede prestigiosa della Delegazione “Beato Carlo I d’Asburgo”, ad ospitare la seconda edizione dell’annuale convegno di Rinnovamento nella Tradizione – Croce Reale.
A cento anni dalla fine del Primo Conflitto Mondiale, ci è parso d’obbligo dedicare una giornata intera di studio a questo avvenimento che ha cambiato per sempre la geografia italiana, ma anche – e soprattutto – quella europea.

Villa Ca’ Cornaro

Fu vittoria o inutile strage?”, queste sono state le due domande attorno alle quali gli studiosi si sono alternati presentando il loro punto di vista, analizzando vari aspetti che non sempre la storiografia ufficiale affronta.

Fare storia non è mai facile; è difficile spogliarsi delle proprie convinzioni, delle proprie sofferenze, del proprio vissuto per essere obiettivi nell’analisi del passato.

 

Margaret Atwood, una delle voci più note della poesia e della narrativa Canadese laureatasi ad Harvard, afferma: “C’è la storia, poi c’è la vera storia, poi c’è la storia di come è stata raccontata la storia. Poi c’è quello che lasci fuori dalla storia. Anche questo fa parte della storia”…fare storia, quindi, è davvero molto complesso e non sempre riconoscere il passato è facile, soprattutto accettarlo.

Ma questo è avvenuto, appartiene a ciò che fu ed è immodificabile; nello studiarlo, nell’analizzarlo, nel conoscerlo, ci è però d’obbligo fare delle considerazioni per fare in modo che il presente, e soprattutto il futuro, non ripetano grandi errori e siano proiettati verso un autentico bene comune.

Dopo il saluto del presidente ospitante, dott. Omar Busbani, il presidente Federale Avv. Fabrizio Nucera Giampaolo ha introdotto la giornata e successivamente si è data la parola ai relatori per una prima parte dei lavori.

Si è quindi proceduto ad una piacevole colazione a base di piatti bassanesi nel “Salone Cornaro” della Villa per poi riprendere gli interventi e concludere nel secondo pomeriggio con la visita guidata alla Villa stessa, al parco, alla cappella gentilizia del Gaidon.

Nel salotto adiacente alla sala di Diana, affrescata dalla scuola del Tiepolo, un fornito bookshop rendeva consultabili ed acquistabili le opere letterarie dei vari relatori.

Nel corso della giornata si sono alternati:

S.E. Lorentz Graf Von Gudenus, candidato per la Presidenza Federale Austriaca nel 2016; Omar Busbani, che ha letto l’intervento del Prof. Massimo de Leonardis, storico e docente di Storia delle Relazioni delle Istituzioni Internazionali e Storia dei Trattati e della Politica Internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che era assente per improvvisi motivi personali; Mons. Manuel Fabris, cappellano della delegazione “Beato Carlo I d’Asburgo”; il prof. Paolo Pozzato del Liceo “Brocchi” di Bassano del Grappa; la dott.ssa Elena Bianchini Braglia, direttrice della rivista “Terre Estensi” e membro del direttivo dell’Istituto per la storia del Risorgimento di Modena.

In attesa della pubblicazione degli atti, è doveroso evidenziare che dal dibattito è emerso che la Prima Guerra Mondiale fu una tragedia immane per tutta l’Europa; spogliata dalla retorica che classifica vincitori e vinti, di essa si ha l’immagine di un grande spargimento di sangue che cancellò per sempre i grandi imperi europei cambiando per sempre la geografia e la mentalità del Vecchio continente.

L’appuntamento, oltre che motivo di studio e di confronto, è stato anche l’occasione per mettere in relazione associazioni e persone provenienti da diverse realtà culturali e creare nuove reti di collaborazione all’insegna della riscoperta dell’autentica memoria storica, dei valori, delle tradizioni e delle identità.

Il giorno successivo, il Presidente Federale assieme al Presidente della Delegazione “Beato Carlo I d’Asburgo” e a quello della Delegazione “San Carlo Borromeo”, si è recato al Sacrario di Cima Grappa per onorare i caduti dell’Imperial Regio Esercito

Autroungarico e del Regio Esercito Italiano; nella delegazione ospitante – come ha ben ricordato il presidente dott. Busbani – sono presenti tutti e due i fronti del Conflitto: entrambi i caduti sono figli della terra della stessa delegazione; entrambi hanno dato la vita per degli ideali, la loro Patria e lasciando famiglie, fidanzate, amici, mossi dall’obbedienza verso il loro Stato.

Onori a tutti i caduti di entrambe le bandiere: possano godere la pace che Dio riserva ai giusti e riposare serenamente accanto alla Madonnina delle

Genti Venete voluta da Leone XIII, anch’essa ferita durante la guerra da una granata.

Il loro silenzio sia un invito ad essere sempre e quotidianamente costruttori di pace.

 

 

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