Marò, l’ultima presa in giro ennesimo rinvio: a luglio la nuova udienza su Girone e Latorre

GIardino e castello di Miraflores
17 Marzo 2015
17 marzo 2015
17 Marzo 2015

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Di Fernando Termentini/

L’arroganza indiana sta superando ogni limite e la sudditanza italiana verso New Delhi è inaccettabile. In segno di lutto la Bandiera nazionale dovrebbe essere ammainata a “mezza asta” fino a quando i nostri Leoni del S. Marco non facciano rientro in Italia. E’ sconcertante, invece, che nessuno a livello politico ed Istituzionale assuma una posizione ferma ed è altrettanto inquietante che ancora non si decida di attivare l’arbitrato e portare la vicenda al giudizio di una Corte Internazionale che una volta per tutte si esprima sulla vicenda.

Si preferisce, invece, continuare a percorrere una strada che dopo tre anni è diventata un pantano, mentre Salvatore Girone seguita ad essere ostaggio dell’India e Massimiliano Latorre in aprile dovrebbe rientrare a Delhi. Nessuno Stato del mondo avrebbe accettato una situazione talmente assurda da sembrare un racconto fantasioso e di cui, invece, l’Italia è responsabile avendola di fatto avviata con la vergognosa decisione presa il 22 marzo 2013, quando i due Fucilieri di Marina furono rimandati in India.

Con quale coraggio il nostro Parlamento continua a votare missioni all’esteroe forse si prepara ad autorizzare un intervento in Libia, pur essendo consapevole di non essere in grado di garantire ai propri soldati ciò che il Diritto internazionale e pattizio assicurano loro? Forse rispettando una tradizione tutta italiana, quella “dell’armiamoci e partite” come già avvenuto purtroppo molte volte, anche in un recente passato quando a suo tempo si affermò di non conoscere il pericolo dell’impiego dell’uranio Impoverito nei teatri balcanici, affermando di non aver ricevuto in tal senso informazioni né dagli Usa né dalla Nato. Un silenzio gelido è caduto sulla vicenda, solo l’India alza la voce e dispone come meglio gli aggrada, additando al mondo l’inconsistenza dell’Italia.

E’ ormai evidente, sottolinea l’avvocato Mellini – esperto riconosciuto – in un suo recente libro proprio sui Marò, “che da parte del nostro Governo si fa di tutto e di più perché il processo Indiano sia consumato alla chetichella. Quattro strilli quando si saprà della condanna (con frasi consolatori perché è stato riconosciuto che si è trattato di omicidio colposo e non è stata applicata la pena di morte)”. Salvo poi accorgersi che una volta arrivati in Italia i marò dovranno tornare in galera.

Quel che è peggio è che la sorte e le persone dei nostri Militari, come alibi ai partner di lucrosi affari internazionali, vengano utilizzate per coprire un atto di brutalità della guardia costiera Indiana. “Un sospetto atroce del quale vorremmo poterci vergognare, ma che i nostri ineffabili governanti, quelli del Governo Monti, di quello Letta e di quello Renzi sembra facciano di tutto per impedircelo e convincerci che non si tratta di un nostro cedimento alle solite “dietrologie”.

Bisogna ricordare al nuovo Presidente della Repubblica Mattarella le parole sui Fucilieri di Marinapronunciate all’atto del suo insediamento al Quirinale, pregandolo di far sentire la Sua voce di Capo delle Forze Armate pretendendo che sia tutelata l’onorabilità di chi difende in uniforme l’Italia ed esigendo che sia sollevata la coltre di copertura che da tre anni nasconde di fatto un vero e proprio delitto, quello di aver riconsegnato al giudizio indebito di un Paese Terzo concittadini in uniforme, a cui lo Stato aveva assegnato il compito di difendere i propri interessi. Nello stesso modo aggiungo che sarebbe ora che i nostri mezzi di comunicazione dimostrino di essere tali, rompendo il silenzio imposto e la smettano di coprire quella “Secret Diplomacy” invocata dal Governo, magari per spacciarla poi come un successo dell’Esecutivo.

 

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