San Donato – Bassano del Grappa

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bassano

di Omar BUSBANI

La delegazione per il Triveneto di “Rinnovamento nella Tradizione – Croce Reale” ha sottoscritto in data 16 febbraio 2016 con la parrocchia della Santissima Trinità di Bassano del Grappa (VI), legalmente rappresentata da don Valerio Vestrini – arciprete – un “Accordo per una raccolta fondi per il restauro di due tele della Chiesetta di San Donato.

Si tratta di: Scuola veneta del 1440, Sant’Antonio abate tra sant’Antonio da Padova e San Biagio  e di Anonimo del primo 1600 o Francesco Bassano (?), Martirio di San Lorenzo

Come prima iniziativa si è aperta una sottoscrizione attraverso l’utilizzo di una “Postapay”, intestata a Omar Busbani, che è il delegato di RnT per il Triveneto: ognuno può versare quanto desidera indicando nella casuale “PER LE TELE DI SAN DONATO DI BASSANO”; le coordinate sono le seguenti:

“postepay” 53331710 2447 8097 con IBAN: IT94V0760105138213484113490.

Storicamente parlando, la chiesa di San Donato fu eretta nel 1208 da Ezzelino II (secondo la tradizione storiografica più seguita), detto il monaco,   su un terreno di sua proprietà in capo al Ponte di Bassano, dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal Vescovo di Vicenza Uberto II.  Il 5 luglio del 1223 lo stesso Ezzelino   in questa chiesa sancì la solenne divisione di tutti i suoi beni ai suoi due figli, Ezzelino III (che sarà poi conosciuto come il tiranno) e Alberico da Romano.

Qui di seguito si riporta la presentazione del lavoro da parte del laboratorio incaricato del restauro.

Presentazione tele  chiesetta San Donato oggetto di restauro

download-2“Martirio di San Lorenzo” XVI secolo

 

L’opera  è stata realizzata probabilmente con pittura ad olio su tela di lino di medio spessore con tramatura fitta (rapporto trama e ordito 1:1). Si vedono chiaramente tre pezzature tra loro cucite verticalmente e le due più piccole anche orizzontalmente. Si può notare uno strato di prepazione di colore bruno. Il dipinto è montato su un telaio in legno, privo di estensori , con traverse, che verte in pessime condizioni di conservazione(presenza di tarli e muffe) . L’opera ha subito alcuni pesanti interventi di restauro, risulta logora a causa di una rintelatura eseguita a colla pasta con un’unica pezzatura di tela (patta) e da pesanti passaggi di stiratura . Questo ha creato un vistoso allentamento nella parte inferiore, in prossimità delle pezzature e il crearsi di deformazioni nella parti perimetrali. La tela ha dei tagli e delle lacerazioni, si notano una serie di inserti di piccole e medie dimensioni. Sono ben visibili sulla superficie le ridipinture che si sono nel tempo pesantemente alterate. Il colore originale è assai consumato e vi sono diffuse piccole cadute di colore che recano all’opera un aspetto di frammentarietà, aumentato anche dalla presenza di una fitta e sottile maglia di crettature.  Il vecchio strato protettivo  origina  una scura e opaca patina sulla superficie e non manca spesso strato di deposito superficiale. Il laboratorio propone un intervento di restauro che dopo l’esito dei test di Feller (campioni di pulitura sulla superficie)  rimuoverà sia lo strato alterato che i ritocchi presenti , eredità dei precedenti interventi, diffusi sulla totalità della superficie. Seguirà un accurato intervento di pulitura, che potrà identificare lo stato di degrado della superficie pittorica e si effettuerà una velinatura della superficie per la pulitura dettagliata  del recto e per il proseguimento delle operazioni. Le pesanti deformazioni della tela verranno appianate. La tela sarà consolidata e, per colmare le lacune dell’opera, saranno eseguiti degli inserti. Il dipinto verrà rimontato su un nuovo telaio progettato all’uopo. Seguirà la  fase di integrazione pittorica che avverrà con la tecnica del tratteggio sulle lacune stuccate di medie dimensioni e per velature sulle zone di pellicola pittorica particolarmente abrase. Il dipinto riacquisterà  la sua completa leggibilità consentendo una corretta fruizione resa difficile precedentemente dagli strati soprammessi.

Pala di Sant’Antonio Abate e Santi  XVI secolo

 

download-3Dal punto di vista esecutivo, l’opera  è dipinta ad olio su tela di lino a “spina di pesce” . La tela   è composta da due pezzature. Lo strato di imprimitura e preparazione sembrano di colore scuro/rossastro. Il dipinto è montato su un telaio in legno di fisso con diagonali , non sufficientemente spesso per le dimensione dell’opera, con una traversa orizzontale e una verticale.(in precarie condizioni strutturali) Risulta evidente come l’opera abbia subito almeno un intervento di restauro in quanto, la tela risulta irrigidita a causa di una grossolana stesura di consolidante organico e sul retro sono presenti numerose “toppe”. La superficie è interessata da marginali mancanze del supporto,  piccoli tagli e alcune lacerazioni saturate nei precedenti interventi. Per quanto riguarda la pellicola pittorica si leggono gli interventi di restauro subiti, in quanto le integrazioni cromatiche eseguite si sono nel tempo alterate (pesante ridipintura di tutto lo sfondo color celeste). Il colore originale appare di una certa consistenza ma con  diffuse piccole cadute . In alcune campiture di colore sono percepibili a luce radente delle crettature. Il dipinto ha un’alterazione dello strato protettivo che origina sbiancamenti ed ingiallimenti della superficie con un pesante strato di deposito superficiale. Dopo un’accurata dislocazione ed il trasporto in sede operativa verranno effettuate le indagini preliminari, come le foto del prima, le rifletto grafie, i tasselli di indagine ed uno studio del supporto strutturale (telaio). Per rimuovere una fonte di degrado che non si può assottigliare, come questa vernice ingiallita, in seguito al test di Feller si utilizzerà una soluzione gel  che rimuoverà sia il suddetto strato che le ridipinture presenti. Poi si effettuerà un  lento e delicato intervento di pulitura. Si  procederà con lo smontaggio della tela dal telaio e con la rimozione se  necessario della tela da rifodero e delle toppe. La tela verrà trattata con un consolidante e saranno eseguiti degli inserti utilizzando un tessuto sintetico in poliestere di colore grezzo, appositamente apprettato. Contemporaneamente alle operazioni sul verso della tela, il telaio verrà progettato e costruito ex novo per poter espletare la funzione di supporto. Il dipinto verrà rimontato su telaio. Conclusasi la fase conservativa si procederà con gli interventi estetici: la rimozione della velinatura posta a protezione e la stuccatura di tutte le cadute di pellicola pittorica, diffuse sulla superficie, con stucco a colla e gesso di Bologna. A questo farà seguito l’ integrazione pittorica con l’uso di pigmenti stabili . L’opera verrà nebulizzata con un protettivo finale.

(Tutto lo staff di Artemisia con la titolare dot.ssa Antonella Martinato)

Ringrazio fin da ora quanti daranno il contributo per la realizzazione di questo intervento di restauro il cui costo totale si aggira attorno agli 8000 euro. Altre iniziative sono in cantiere: un concerto, una presentazione delle tele e dei lavori di restauro; se ne darà notizia non appena saranno attuate.

Cav. Dott. Omar Busbani
Presidente delegazione Triveneto RnT-Croce Reale

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