Una brutta settimana

L’Europa ce la farà? Con più scienza e più cittadinanza
17 Luglio 2016
Comunicato stampa del 18 luglio 2016
18 Luglio 2016

Si può morire, nel 2016,  su un treno che corre su un binario unico e che viene comandato, in partenza,  da una telefonata? Viviamo nell’epoca della digitalizzazione, della più avanzata tecnologia, eppure succede. A pagarne le conseguenze due poveri cristi, i capi stazione di Andria e di Corato, ai quali la Magistratura ha aggiunto i dirigenti della Ferrotranviaria, questo ultimi sì responsabili della mala gestione della linea ferroviaria che ha visto 23 vite stroncate e decine di feriti.

Personalmente, mi auguro che la Magistratura metta sotto inchiesta anche i politici che,  avendo ricevuto fior di quattrini dall’Unione Europea e dal patrio Governo per la messa  in opera del secondo binario, nulla hanno fatto, cercando di fare chiarezza,  chiedendo semplicemente: che fine hanno fatto i quattrini stanziati per l’opera mai realizzata?

L’ex governatore della Puglia, oggi “genitore 1” e/o “mammo”, tale Nichi Vendola, nel  luglio 2013 tagliava orgogliosamente il nastro tricolore, presenti i responsabili della Ferrotranviaria,  per l’inaugurazione dell’ultimo tratto di quella linea ferroviaria che oggi ci fa piangere 23 vittime.

Ci sono responsabilità politiche connesse a quelle gestionali e queste vanno cercate con certosina pazienza.  perché non é giusto che,  per un errore umano, NON paghi fino in fondo la protervia della politica politicante.

Nizza! Una tragedia, un insulto al rispetto della vita, un attacco alla nostra libertà, un ulteriore avvertimento volto a tenerci tutti in tensione, con il fiato sospeso, diffidenti da tutti coloro che non hanno la nostra identità nazionale, la nostra cultura, la nostra religione.

E’ guerra! non dichiarata e combattuta come un tempo si faceva e per questo ancora più pericolosa.  Questo stato di cose dipende anche da un facile buonismo della politica,  anche di casa nostra (leggi: Renzi, Boldrini, Mogherini, Alfano  e compagnia bella!), incapace di esaminare con la dovuta intelligenza il fenomeno dell’immigrazione “clandestina” e ancor peggio di non saperla gestire. Non illudiamoci! L’aveva preconizzato da tempo Oriana Fallaci: noi siamo già Eurabia! E se non avremo la forza, il coraggio di mettere un freno all’arroganza islamica, soccomberemo, tutti! Quello che è successo sul lungomare di Nizza è la dimostrazione palpabile di quanto l’odio islamico verso i cristiani possa pesantemente aggredire  bambini  e adulti trascinandoli in un bagno di sangue, perché ritenuti “infedeli” al grido di: Allah Akbar!

La settimana si è connclusa con un fallito “golpe” In Turchia! C’è addirittura chi sostiene che sia stata tutta una farsa,  organizzata ed orchestrata dal Presidente turco Erdogan per mettere fuori combattimento ogni  possibile oppositore alla sua persona,   alla sua politica,  al suo potere.

Certo un golpe che dura quattro ore …………. è decisamente di difficile comprensione! Una cosa è certa; la laicità della Turchia moderna ,  che fu la forza con la quale Kemal Ataturk nel 1923 impostò la sua azione di governo, conferendo e fissando  nella Costituzione all’esercito il compito politico di vigilanza e di garante della laicità dello Stato, oggi scompare definitivamente.

A pagarne le conseguenze non saranno soltanto i turchi, con la defenestrazione di migliaia di giudici,  con la pena di morte per i “golpisti”, pena che era stata rimossa nel 2004, con l’applicazione di leggi islamiche quali l’obbligo  del velo per le donne,  ma tutto l’Occidente miope,  incapace di far sentire la sua voce e di   valutare appieno la svolta autocratica del Presidente Erdogan.

Con questi proponimenti la Turchia si allontana sempre di più dall’Europa. Hanno vinto i musulmani ed hanno perso i laici e chi oggi fa il tifo per il nuovo “dittatore” dovrà ricredersi, ma sarà tardi!

Infine, ci si è messo anche il maltempo. Infatti  le pessime condimeteo sono state pesantemente subite in tante zone del territorio nazionale. E’ stata proprio una settimana di m…..!

Rimini, 17 luglio 2016

Giovanni Ruzzier

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