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Mileto, la contea di Calabria e Sicilia, Re Ruggero II d’Altavilla e la nascita del Regno nel 1130

di F.N.G.

(Anno 1130 – Anno 2019)

Mileto (Vibo Valentia)- Calabria 11 gennaio 2019: Una Via per Re Ruggero II. È questo l’obiettivo del comitato civico costituitosi “per la valorizzazione della memoria storica e dei beni culturali del Meridione”.

Mileto si ricorda, finalmente, del figlio forse più illustre, e a mille anni circa dalla sua nascita chiede che la via principale della città venga intitolata a Re Ruggero II d’Altavilla. Questo, almeno, si prefigge di ottenere la petizione pubblica promossa in questi giorni da un comitato civico costituitosi “per la valorizzazione della memoria storica e dei beni culturali del Meridione”.Mileto «è stata sede della Contea di Calabria e Sicilia sotto Ruggero I e che ha dato i natali nel 1095 al suo successore Ruggero II, fondatore nel 1130 della monarchia normanna di Sicilia», e poi che a suggello dell’importante ruolo assunto dalla città «nel 1081 venne fondata a Mileto la prima diocesi di rito latino di tutto il Sud Italia, che nella toponomastica cittadina «è presente la figura del Gran Conte Ruggero, con l’intitolazione di una via e con l’erezione di un monumento nella villa Comunale», e che altrettanta visibilità non è stata data al figlio Ruggero II, «personaggio di livello europeo, fondatore della monarchia meridionale tramandata, nell’alternarsi di dinastie, al Regno delle due Sicilie fino al periodo preunitario».Altre motivazioni che dovrebbero spingere i commissari ad avallare la richiesta del comitato sarebbero, poi, il fatto che le autorità preposte alla tutela, valorizzazione e promozione dei beni culturali (ministero dei Beni culturali e Sovrintendenze), «in accordo con gli enti locali e con il vescovo hanno istituito un Museo e un Parco archeologico medievale», che occorre promuovere tra i giovani e i visitatori «la conoscenza di un così grande personaggio che ha segnato per secoli successivi la storia e le istituzioni civili e religiose del nostro meridione».

CHI ERA RUGGERO II IL NORMANNO.

 

Era figlio secondogenito di Ruggero d’Altavilla e di Adelasia di Monferrato, nacque il 22 dicembre 1095. Alla morte di Ruggero I gran conte, nel giugno del 1101 a Mileto, Adelasia rimasta vedova si ritrovò con due figli giovanissimi e con la necessità di provvedere alla reggenza del Regno.
Nel 1105 anche la morte del fratello primogenito Simone lasciò unico erede Ruggero, che a 10 anni divenne conte di Sicilia.
Ruggero crebbe nell’ambiente cosmopolita della corte di Palermo, come sarebbe avvenuto anche al futuro Federico II, educato da precettori greci e musulmani. Imparò a parlare correntemente il greco, l’arabo ed il latino, cosa che gli consentì, da adulto di trattare in prima persona con i principi stranieri. Raggiunta la maggiore eta’ Ruggero assunse il governo e si dimostrò uomo di eccezionale talento e cultura cosi’ come nell’amministrazione e nella politica.
Avviò un’energica politica di consolidamento della contea continuando l’unificazione dello stato avviata dal padre tendente a dare a tutti i sudditi del regno, qualunque fosse la loro origine etnica, un’eguaglianza di fronte alle leggi e di fronte allo Stato e contemporaneamente una politica col disegno di unificare i domini normanni d’Italia.
In basso Ruggero I Gran Conte di Sicilia.
Ruggero I
Nel 1126 successe al cugino Guglielmo, duca di Puglia, morto senza eredi. Sbarcato dalla Sicilia nella terraferma per prendere possesso dei suoi nuovi domini. Il dominio di Ruggero che accresceva importanza e grandezza non poteva esser vista di buon occhio da papa Onorio II. Pertanto il pontefice scomunicò Ruggero e tutti coloro che lo avessero aiutato nella conquista della Puglia. Ruggero dapprima tentò di ingraziarsi Onorio inviandogli ambasciatori con ricchissimi doni e ponendosi al servizio della Santa Sede, ma il pontefice rinnovò la scomunica e guadagnò alla sua causa Roberto principe di Capua e Rainulfo d’Alife. Ruggero marciò verso la conquista della Puglia ma numerose citta’ tra cui  Otranto, Brindisi, Castro, Taranto ed altre città si arresero senza opporre resistenza, riconoscendolo loro duca.
Le truppe di Onorio II affrontarono Ruggero sul Bradano, nella pianura di Vado Petroso, ma senza successo. Il pontefice fu costretto a capitolare: assolse Ruggero dallo scomunica e lo riconobbe duca di Puglia nell’ agosto del 1128.
Tra il 1128 e il 1129 egli riuscì ad affermare il suo potere anche su Napoli, Bari, Capua e molte altre località e a continuare l’opera per accrescere il prestigio di quello che diventera’ un grande Regno, cuore pulsante d’Europa. Palermo, antica capitale degli emiri, ricca di magnifici palazzi, fiorentissima per le arti e per i commerci, fu la degna sede di Ruggero, come lo sara’ in seguito quello di – Stupor Mundi – il Magno Federico II. Il Palazzo dei Normanni era fulcro di tale potere. Un potere che sprigionava una grande cultura, un faro per tutto il Mediterraneo: Palermo era pari a quello delle più importanti e sontuose corti orientali e al fasto corrispondeva la ricchezza e la potenza. Lo Stato di Ruggero II lambiva Roma e aveva tra i porti piu’ aperti e fiorenti del tempo, dediti al commercio, frequentati dai crociati di passaggio.
Mantello di Ruggero II l’incoronazione degli imperatori svevi.

 ‹‹Questa fu fatta nell’officina reale (tirāz) per la buona fortuna e l’onore supremo e la perfezione e la forza e il meglio e la capacità e la prosperità e la custodia e la difesa e la protezione e la buona fortuna e la salvezza e la vittoria e l’abilità. Nella capitale della Sicilia nell’anno 528 (dell’Egira)  (1133-1134)›› (traduzione da Johns, I Titoli Arabi. p. 40), conservato a Vienna, presso il  museo Kaiserliche Schatzkammer.

Ruggero II, raggiunto il suo apice, vide la necessità di costituire un Regno che desse al Re autorità, ma con un potere legittimato da un Parlamento  e nel 1129 venne cosi’ convocato a Salerno e nel quale parteciparono non solo gli ecclesiastici e i baroni, ma anche i cittadini, tra più importanti, ed i notabili e propose, vista l’estensione e la ricchezza dello Stato, di mutarlo in Regno.
Ottenuto il voto del Parlamento di Salerno, Ruggero fece ritorno in Sicilia, dove il voto di Salerno fu confermato da un’altra assemblea siciliana e cosi’ fu Re.
Nella notte di Natale del 1130 Ruggero II fu consacrato dagli arcivescovi di Benevento, di Capua, di Salerno e di Palermo e ricevette la corona del nuovo Regno di Sicilia dalle mani del principe di Capua, nella imponente cattedrale di Palermo.
È doveroso precisare che i Normanni, al contrario dei Greci e dei Saraceni, non dominarono in nessun modo la Sicilia con forza ma la governarono soltanto attraverso una legittimazione del Popolo
STRUTTURA DEL REGNO
Il Re era assistito da Alti Ufficiali:
1. l’“ammiraglio”, carica di origine araba, capo delle forze armate;
2. il protonotario, capo della cancelleria
3. magistrati provinciali “iusticiarii e connestabuli”.
Esisteva un’amministrazione finanziaria detta dohana e una forma di autogoverno concessa alla comunità araba di Palermo, retta da un qadì. Grazie all’apostolica legatia concessa da papa Urbano II al principe Ruggero in cambio d’appoggio militare, vennero riconosciute ai sovrani normanni, nominati legati papali, ossia rappresentanti della Santa Sede. Pur essendo gli obiettivi principali imposti dai pontefici lo sradicamento dell’islamismo e la lotta contro l’influenza del Cristianesimo greco-bizantino, Ruggero II si guardò bene dall’interessarsi di crociate, problema che coinvolgeva il resto dell’Europa, e fu molto tollerante riguardo alle profonde differenze etniche e religiose esistenti tra i suoi sudditi, anzi incoraggiandone le attività artistiche e culturali.
Alla corte di Ruggero convisse la cultura cristiana unitamente alla cultura araba: il geografo al-Idrisi che per incarico del sovrano scrisse una delle più importanti opere di geografia del tempo.
Il mosaico della chiesa della Martorana in Palermo: Ruggero II  incoronato da Cristo.
Il sorgere del Regno di Ruggero II fu seguito da un decennio di guerre, nel quale il Re ebbe contro di lui coalizzati il papa Innocenzo II, l’imperatore Lotario II di Supplimburgo, il basileus Giovanni II Comneno, le repubbliche marinare di Genova, Pisa, Venezia.
Ruggero II riuscì ad estendere i confini del Regno verso nord fino alle attuali Marche.
Ruggero II ci lascia un segno grandioso della sua grande cultura e della sua Fede. Si narra che durante un viaggio di ritorno in Sicilia, il Re con la sua nave s’imbatté in una tempesta. Miracolosamente riusci’ a raggiungere la rocca di Cefalù, in prossimita’ delle quali le acque si calmarono e la tempesta s’accheto’.
Ruggero lo interpretò come un segno della benevolenza divina e per questo fece innalzare sulla rocca quello che ancor oggi viene considerata una delle più belle cattedrali del mondo: il duomo di Cefalù.
Non si puo’ non menzionare la grande opera del “Libro di Re Ruggero”  ovvero “Sollazzo per La delizia di chi desidera attraversare la terra”:  è una descrizione del mondo scritta dal geografo arabo al Idrisi nel 1154, cui partecipò anche nei dettagli alla compilazione sia della Charta che del libro lo stesso Re. Dopo quindici anni di lavoro, nel 1154, Idrisi compendiò tutto il materiale raccolto, basandosi sulle teorie tolemaiche e suddividendo il pianeta allora conosciuto in sei parti climatiche.
Morì nel 1154, dopo aver fondato un Regno ricchissimo e dopo aver posto le basi in quello che sara’ il siglo d’oro del Sud Italia con l’arrivo di Federico II – Stupor Mundi.

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