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La delegazione “Beato Carlo I”

Evento Beato Carlo 2017

 

La delegazione “Beato Carlo I” di Rinnovamento nella Tradizione – Croce Reale, ha desiderato festeggiare in modo solenne il suo patrono: il 21 novembre 2016, infatti, ricorreva il centenario della salita al trono di Carlo I d’Asburgo-Lorena a seguito della morte dell’anziano Imperatore Francesco Giuseppe e ci è sembrato d’obbligo dedicare una serie di avvenimenti a colui che viene definito l’Imperatore della pace e che la Chiesa invita a pregare per una nuova Europa dei popoli.
Gli eventi, che hanno visto una rete fitta di collaborazioni tra Associazioni, Enti e Privati, si sono svolti nell’arco di quindici giorni ed hanno avuto il patrocinio della Regione del Veneto, della Comunità Montana Valbrenta, della Città di Bassano del Grappa, dei comuni di Romano d’Ezzelino, Borso del Grappa, Mussolente e della Provincia Autonoma di Trento.
Qui di seguito i momenti principali.

SABATO 21 OTTOBRE
Alle ore 18.00, presso il Museo Hemingway e della Grande Guerra, a Bassano del Grappa, il dott. Paolo Pagnon – storico e docente – ha tracciato magistralmente la figura dell’ultimo imperatore d’Austria, mettendone in risalto le sue grandi doti di monarca moderno, di uomo e di credente.
La serata, introdotta dal presidente di Delegazione Cav. Dott. Omar Busbani, ha visto la sala piena di uditori e la presenza di ospiti molto vicini alla Casa Imperiale, quali il dott. Marco Manin, conte, discendente dell’ultimo Doge di Venezia e il Conte Lorentz von Gudenus, il cui nonno era attendente di Francesco Ferdinando.
Nella sua introduzione il presidente di Delegazione ha ribadito come lo scopo di questi appuntamenti sia quello di dare “Uno sguardo diverso verso questa figura che l’amato pontefice Giovanni Paolo II ha voluto sugli altari e ha posto a riferimento per gli uomini di governo. Un Imperatore – l’ultimo imperatore d’Austria – spesso dipinto debole e incapace, ma invece ricco di profonda umanità e spiritualità.”. Al termine, la giornata è continuata presso Ca’ Cornaro, antica dimora nobiliare a Romano d’Ezzelino, sede di rappresentanza della Delegazione: i graditi ospiti sono stati accolti dagli onori del Reggimento “Veneto Real” ed una volta all’interno, nei saloni nobili, la serata si è aperta con una serie di balli viennesi proposti dall’Ass.ne “Patrizi Veneti” ed è proseguita con una cena di Gala dai sapori mitteleuropei. Circa una sessantina i partecipanti che si sono stretti attorno al conte Manin e al Conte von Gudenus che hanno portato la voce della Casa Imperiale degli Asburgo.
A metà cena, il presidente di Delegazione dott. Omar Busbani, ha tenuto il discorso ufficiale di apertura degli eventi del quale si riporta qui di seguito uno stralcio:
“Ricordiamo oggi, nella sua memoria liturgica, Carlo d’Asburgo: un Imperatore, un uomo, un beato. Non ho pronunciato a caso questi tre sostantivi, ma ho dato loro un ordine crescente.
Paradossalmente il titolo di Imperatore, solitamente alto e solenne, viene vissuto da Carlo come una missione per riportare la pace tra i popoli in guerra. Al suo insediamento disse: “Farò tutto ciò che è in mio potere per bandire gli orrori ed i sacrifici della guerra il prima possibile, per ridare al mio popolo la benedizione della pace amaramente mancata”. In questo modo egli affermò il suo desiderio di seguire Cristo dimostrando amore verso i popoli del suo Impero a costo di donare la vita per il loro bene. Sostenne fin da subito Papa Benedetto XV contrario alla guerra e alla fine del conflitto, quando tutto era perduto presenziò al solenne Te Deum nella cattedrale di Vienna per ringraziare il Signore della pace tra i popoli ritrovata.
Carlo, proseguendo nella scaletta dei sostantivi, fu uomo: nel 1911 sposò Zita di Borbone – Parma, dalla quale ebbe otto figli. Carlo e Zita erano giovani, belli, innamoratissimi, fedelissimi, la loro unione era pervasa da un romanticismo tenerissimo e vero che incantava. Ma fu una storia brevissima con un finale drammatico. Salirono al trono nel 1916, in piena guerra mondiale, e dopo due anni, alla fine della guerra, furono costretti all’esilio.
Vissero altri quattro anni insieme, sempre inseparabili e felici nonostante la povertà e le ristrettezze economiche, poi Carlo, colpito da una broncopolmonite, morì a soli 34 anni.
Sulle loro fedi nuziali venne incisa la frase sub tuum praesidium, che significa sotto “la tua protezione”, una frase presa da un’antica antifona mariana. Zita non si sposò mai più…rimase sempre legata al suo Carlo, nonostante le numerose proposte.
Infine, Carlo è beato! Le caratteristiche fondamentali della sua spiritualità furono quelle tradizionali di ogni santo: la fede fervente, la speranza instancabile, la carità, il suo amore infinito per i poveri, per i meno fortunati, e anche per i suoi nemici. E poi, l’umiltà, la pietà, la modestia. La consapevolezza del proprio essere figlio di Dio, che vive in mezzo agli uomini, figli di Dio, tutti, indistintamente. La grande venerazione per l’Eucaristia e la filiale devozione alla Madonna.
Negli ultimi giorni della sua vita Carlo disse a Zita sua sposa: “Ho sempre cercato di conoscere la volontà di Dio e di eseguirla nel modo più perfetto” e ancora “Io devo soffrire molto affinché i miei popoli si ritrovino ancora tra loro”.
Il giorno della sua morte Carlo volle avere vicino a sé il primogenito Otto e gli disse: “Voglio che veda come muore un cattolico”.
Il sacerdote espose l’Eucaristia nella stanzetta e l’Imperatore morente esclamò: “Gesù, io confido in Te. Gesù, in Te vivo, in Te muoio. Gesù io sono tuo, nella vita e nella morte. Tutto come vuoi tu”.

DOMENICA 22 OTTOBRE
Alle ore 10.00, presso l’antica pieve matrice di S. Eulalia di Borso del Grappa, è stata celebrata una solenne Messa in onore del Beato Carlo con la presenza della reliquia della maschera funebre; erano presenti le rappresentanze degli Schutzen e del Reggimento Veneto Real, unitamente ai conti Manin e von Gudenus.
La maschera è stata accolta con tutti gli onori, portata su un cuscino rosso dal presidente di Delegazione.
La celebrazione, accompagnata dall’organo, dall’arpa e da un soprano, ha suscitato molta emozione.
Mons. Manuel Fabris, Arciprete Pievano, durante l’omelia ha evidenziato come l’attuale situazione internazionale sia molto simile a quella che ha preceduto la Prima Guerra Mondiale.
Nel suo breve intervento, il presidente Delegato ha ricordato come del Beato Carlo “Tante volte la storia non ne mette in risalto le virtù cristiane e umane, soffermandosi sulla figura politica non sempre trattata in modo adeguato. A volte ci si dimentica pure della sua esistenza, collocando idealmente come ultimo imperatore Francesco Giuseppe.
Ma Dio non si è dimenticato di lui e quello che l’uomo a volte non considera, Dio lo esalta… e così ha fatto con Carlo.”
Al pomeriggio, alle ore 17.00, presso le sale espositive di Palazzo Finco a Bassano del Grappa, si è, invece, inaugurata la mostra: “CARLO I: L’ULTIMO IMPERATORE D’AUSTRIA”: un percorso che, attraverso un prestito dei Musei Civici di Bassano del Grappa, ci ha fatto riflettere sulle conseguenze di un conflitto bellico in una città come Bassano per poi soffermarsi sulla figura del Beato Carlo I attraverso una serie di pannelli esplicativi – con foto e didascalie – provenienti dal Mitteleuropa Institute, per poi culminare con l’esposizione di alcuni elementi importanti quali la maschera funeraria dell’Imperatore, la sua uniforme proveniente dalla Gebetsliga Austria ed altro.
Per l’occasione le LL.AA.II.RR. gli Arciduchi Giorgio e Martino, nipoti del Beato Imperatore, hanno mandato un loro messaggio.

VENERDI’ 27 OTTOBRE
Alle ore 20.45 il conte Lorentz von Gudenus, il cui nonno era attendente di Francesco Ferdinando, ha tenuto una conferenza presso la saletta adiacente la mostra, tracciando gli elementi salienti della monarchia Asburgica rispettosa di popoli e culture, della figura di Carlo e del suo messaggio ancora oggi moderno e degno di considerazione.

SABATO 4 OTTOBRE
Alle ore 20.45, presso l’antico organo Callido del 1760 della Pieve Matrice di S. Eulalia, il M° Roberto Squillaci- direttore artistico del Kaiser Karl Festival – ha tenuto il concerto di chiusura degli eventi, al termine del quale si è svolta una raccolta fondi per la costruzione del Kaiser Karl Orgel della scuola di musica diocesana di Gorizia.
Il dott. Omar Busbani, presidente Delegato, ha così affermato: “Carlo, per tutti noi e per chi in questi giorni lo ha incontrato, ha tenuto silenziosamente gli “esercizi spirituali”. Ci ha portati alla scuola della fede e ci ha fatto meditare sulle nostre vite e su quanto ci fidiamo di Dio…facendoci capire che ci è vicino.
Ma Carlo ci ha anche ricordato quanto sia importante mettere al centro la persona se vogliamo davvero che il futuro sia migliore: ci ha ricordato l’Europa dei popoli lontana dagli interessi personali e ci ha fatto riflettere sulle nostre radici cristiane. Benedetto XVI parlerebbe di una Europa, di una società, con valori non negoziabili.”.
Durante la serata è stato conferito il titolo di Cappellano di Delegazione a Mons. Manuel Fabris, arciprete pievano di S. Eulalia.
Gli eventi sono stati molto partecipati e la mostra ha visto la presenza di circa cinquecento persone in appena tredici giorni, il tempo in cui è stata aperta.

La Delegazione Beato Carlo I ringrazia tutti coloro che in qualsiasi misura hanno contribuito alla riuscita degli eventi. La somma delle varie identità ha dato l’unità…proprio nello spirito dell’amato Imperatore Beato.
Omar Busbani

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