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Maria Vittoria dal Pozzo: la regina di Spagna, la regina delle lavandaie

Maria Vittoria Carlotta Enrichetta Giovanna dal Pozzo della Cisterna, un nome importante per una donna importante di Torino. Maria Vittoria dal Pozzo, parigina di nascita, moglie di Amedeo di Savoia, venne incoronata nel 1870 di Regina di Spagna.

Dalla Cisterna, comune in provincia di Asti, fino al trono di Spagna. Un incarico durato poco, due anni circa, e assolto per amore del marito Amedeo di Savoia chiamato a occupare la figura del Re vacante dopo l’abdicazione di Leopoldo di Hohenzollern-Sigmaringen.  Prima e dopo questo salto di investitura Maria Vittoria è sempre rimasta la donna “dignitosa senza alterigia”. Complimento datole dalla contessa De Solms-Napoleone dopo un incontro a Parigi. La dal Pozzo della CIsterna, ebbe la fortuna di nascere in una nobile casata e, cresciuta dal padre Carlo Emanuele, seppe mantenere sempre un comportamento equilibrato. Venne soprannominata “la rosa di Torino”, lei che nonostante i beni di famiglia andava ad aiutare la gente povera. Quando salì al trono di Spagna unì l’indole altruistica a quella culturale. Portò nella corte spagnola intellettuali e artisti, e dava in prima persona prova di quello che ebbe modo di conoscere e apprendere in tutta la sua crescita personale. Quello che più si ricorda è la sua vicinanza alle lavandaie che obbligate dal lavoro, abbandonavano i figli per ore. Fece creare per loro asili, affinché i pargoli fossero accuditi. Come scritto sopra l’avventura spagnola durò poco, l’aristocrazia imperante, invidiosa e molesta portò Amedeo di Savoia ad abdicare. Quando i coniugi tornarono a Torino, Maria Vittoria dal Pozzo affiancò l’attività di madre a quello di benefattrice. Mentre cresceva Emanuele Filiberto, Vittorio Emanuele e Luigi Amedeo, continuava le sue opere di carità.

Nemmeno tre anni dopo però, nel 1876, la rosa di Torino per un’infezione da tubercolosi morì a Sanremo. Le sue spoglie attualmente sono custodite nella Basilica di Superga assieme ai fiori che da Madrid vennero spediti da chi le volle bene.

Una dedica: A la memoria de doña Maria Vittoria, las lavanderas de Madrid, Barcelona, Valencia, Alicante, Tarragona, a tan virtuosa Señora.

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