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La dignità della monarchia

imagedi Antonio Biella

Prima di leggere questa rubrica dovete guardare bene la foto che questa settimana vi propongo perché ancora una volta è lì la notizia. Guardata? Bene, quella signora che porta i suoi due  bambini in bici nella neve è “semplicemente” la Principessa Mary , moglie del Principe Frederik di Danimarca, erede al trono di quell’avanzato Paese del Nord Europa. E la foto non è stata scattata durante una vacanza sulla neve, ma è “semplice” quotidianità. Ogni mattina, infatti, la Principessa Mary accompagna  i suoi due gemelli con quel  triciclo a pedali, percorrendo la strada da Palazzo Reale alla scuola d’appartenenza. Così, semplicemente: senza auto blu, senza scorta, senza bambinaie, ecc.

Forse dobbiamo renderci conto che nel mondo, di principesco, sono rimaste solo le caste della nostra malata Italia  dove l’ex premier Renzi aveva preso in leasing da Etihad un aereo da 168 milioni di euro, così grande che non poteva neanche atterrare a Fiumicino. Ogni tanto mi chiedo se la Corte dei Conti esiste solo per chiedere ragione del malaccorto uso del denaro pubblico a un assessore del comune di Vattelapesca o se può “sbirciare” anche qualche conticino un po’ più imbarazzante.

Il vagone del ministro

E visto che parlando bene della monarchia  vi sarò sembrato un nostalgico, mi  gioco tutte insieme le carte che ho e le metto sul tavolo. Venerdì scorso, 20 gennaio, La Verità, il bel giornale fondato da Maurizio Belpietro, dedicava un’intera pagina  a una figura molto nota in Puglia alle generazioni che furono: il ministro di Mussolini Araldo di Crollalanza. Aveva 38 anni il 23 luglio 1930 quando la terra tremò e squarciò l’area del Vulture, a cavallo fra Puglia, Basilicata e Campania. Un terremoto di magnitudo 6,7, più forte di quello di Amatrice. Di Crollalanza aveva solo 38 anni ma era già ministro dei lavori pubblici. Mussolini gli affidò sia gli immediati soccorsi che la ricostruzione.  Lui spostò tutto il Genio civile italiano nella zona terremotata e per tre mesi interi andò a vivere in una carrozza ferroviaria in continuo spostamento nella zona interessata. Fu così che in tre mesi esatti, Araldo di Crollalanza edificò 3746 case e ne riparò altre 5190. E allora? Allora io non sogno il ritorno della monarchia né del fascismo. Però, posso almeno avere la presunzione, oggi,  di essere governato  non dico meglio, ma almeno come sono stati governati ieri i miei nonni?

MARGINALMENTE n. 117 del 28.gen.2017

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