Salme di Re Vittorio Emanuele III

Da Corriere della Sera del 3 febbraio 2001
21 Luglio 2015
Dite “Grazie” all’Europa
21 Luglio 2015

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Gli APPELLI della CONSULTA

LO STATO PORTI SUBITO IN ITALIA LA SALMA DI VITTORIO EMANUELE III

Mentre, come da anni previsto,  l’Italia è bersaglio del fanatismo islamico, lo Stato deve riportare subito in Patria dalla Chiesa di Santa Caterina di Alessandria d’Egitto la salma di Vittorio Emanuele III di Savoia che fu Capo dello Stato  dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946. Si tratta di un dovere morale impellente. Incapace di ottenere un equo processo per due militari da anni sotto detenzione in India,  l’Italia ora deve dare adesso  un vero grande segno di rispetto verso sé stessa: dinnanzi all’emergenza  traslare immediatamente  al Pantheon in Roma, senza ulteriori indugi, le spoglie del Re che dal 1946 giace in una plaga da tempo “fuori controllo”. La Consulta esorta le Istituzioni ad attuare quanto detta la Storia d’Italia.  Oggi non è questione di monarchia o di repubblica.  E’ questione di dignità nazionale. Dall’estero ci vedono e ci giudicano: per pensieri (fatui), atti (pochi) e omissioni (troppe e ormai inammissibili). Il Presidente della Repubblica,  sen. Sergio Mattarella, ha i poteri per restituire agli Italiani le spoglie d Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. L’Italia gliene sarà grata.

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CONTARE I GIORNI PER IL RIENTRO DELLE AUGUSTE SALME DEI RE D’ITALIA

La Consulta  dei Senatori del Regno fa proprio l’appello di S.A.R. la Principessa Maria Gabriella di Savoia al Capo dello Stato a restituire alla Patria le Auguste Salme di Vittorio Emanuele III di Savoia e della Regina Elena.  La Consulta, onorata di avere tra i propri componenti S.A.R. la Principessa, Custode della Memoria della Casa di Savoia, S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, Duca delle Puglie, e S.A.R. La Duchessa Silvia di Savoia, da anni si adopera per conseguire quanto ancora una volta  autorevolmente indicato dalla Principessa Maria Gabriella: da attuare entro il 70° della partenza dall’Italia del  Re Soldato e della Regina per l ‘estero (9 maggio 1946), non per  l’ “esilio”, successivamente deliberato dall’Assemblea Costituente: odiosa “sentenza” usata nei secoli solo nei confronti dei Grandi Spiriti, come accadde a Dante Alighieri da parte della sua Firenze, che non ne avrà mai le spoglie. Se non provvederà lo Stato, i cittadini faranno la propria parte, orgogliosi della propria storia.

Aldo A. Mola

Presidente della Consulta dei Senatori del Regno

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