|
GRECIA:AMEDEO D'AOSTA, DA UE TANTE ROAD MAP NESSUN PROGRAMMA |
|
Scritto da Administrator
|
|
Friday 18 May 2012 |
|
Roma, 16 maggio (Adnkronos) ""Tante road map, nessun programma..........preciso"". Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, greco per parte di madre, la principessa Irene, definisce "senza uscita almeno per il momemto" la situazione politica in cui si trova la Grecia, "paese - dice - che amo quanto l'Italia". "Ci sono troppi partiti - sottolinea - anzi direi troppe fazioni. E tutte incapaci di mettere da parte i loro interessi in un momento in cui invece dovrebbero fare quadrato in nome del bene comune. Anche per questo motivo finora la Grecia, storicamente terra di esasperazioni, ha avuto una dittatura di destra, un partito comunista tra i più accesi d'Europa, una famiglia reale troppo nordica, non è riuscita a respingere gli assalti politici ed economici di paesi come la Germania e la Francia, che sono persino riusciti a imporre ad Atene l'acquisto di armamenti provenienti dai loro arsenali, strumentalizzando una fantomatica minaccia turca. Così come, a questo punto, vorrebbero liberarsene, inducendola a uscire dall'eurozona. Cosa che invece, come ci dicono gli ultinmi sondaggi, la stragrande maggioranza dei greci, il 70%, non vuole affatto." |
|
Ultimo aggiornamento ( Friday 18 May 2012 )
|
|
|
GRECIA:AMEDEO D'AOSTA, DA UE TANTE ROAD MAP NESSUN PROGRAMMA |
|
Scritto da Administrator
|
|
Friday 18 May 2012 |
|
Roma, 16 maggio (Adnkronos) ""Tante road map, nessun programma..........preciso"". Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, greco per parte di madre, la principessa Irene, definisce "senza uscita almeno per il momemto" la situazione politica in cui si trova la Grecia, "paese - dice - che amo quanto l'Italia". "Ci sono troppi partiti - sottolinea - anzi direi troppe fazioni. E tutte incapaci di mettere da parte i loro interessi in un momento in cui invece dovrebbero fare quadrato in nome del bene comune. Anche per questo motivo finora la Grecia, storicamente terra di esasperazioni, ha avuto una dittatura di destra, un partito comunista tra i più accesi d'Europa, una famiglia reale troppo nordica, non è riuscita a respingere gli assalti politici ed economici di paesi come la Germania e la Francia, che sono persino riusciti a imporre ad Atene l'acquisto di armamenti provenienti dai loro arsenali, strumentalizzando una fantomatica minaccia turca. Così come, a questo punto, come ci dicono gli ultinmi sondaggi, la stragrande maggioranza dei greci, il 70%, non vuole affatto." |
|
|
Lutto in Casa Savoia Aosta |
|
Scritto da Administrator
|
|
Thursday 17 May 2012 |
|
di Francisco Fernandez Acedo Pereira Consigliere Nazionale e Delegato per il Portogallo e la Spagna di “Rinnovamento nella Tradizione http://docelinajes.blogspot.com.es/2012/05/luto-en-la-casa-saboya-aosta.html? Sabato scorso è deceduta a Torino, dopo una lunga e sofferta malattia, munita dei conforti religiosi, Donna Rosanna di Paternò di Reggiovanni - Bellardo e Ferraris, Contessa di Prades e Baronessa di Spedalotto, madre di S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia. Nata nel 1927 da una nobile famiglia piemontese, si sposò con Don Vincenzo Paternò Ventimiglia, marchese di Reggiovanni, Conte e Barone di Spedalotto(1923-1987), membro di una delle più antiche e nobili famiglie d’Italia, discendente diretto della Reale Casa d’Aragona e attraverso i Ventimiglia degli Imperatori di Bisanzio, imparentato con il lignaggio più illustre del Mezzogiorno d’Italia. Da questo matrimonio è nata S.A.R. Silvia Ottavia Costanza Maria Paternò di Spedalotto dei Marchesi di Reggiovanni che, nel 1987 si sposò con S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta. La vita di Donna Rosanna è trascorsa tra il Piemonte, la Sicilia - patria di suo marito - la Toscana e Roma, vivendo una vita tranquilla dedita ad attività caritatevoli e sociali ed alla causa monarchica. Il cordoglio della Santa Sede,di tante persone dall’Italia e dall’estero, e dalle Case Reali con le quali è strettamente legata la Casa Savoia Aosta è stato unanime. E’ il caso di ricordare che il Principe Amedeo è figlio di Irene di Grecia, cugino del Re di Spagna, di Grecia, d’Inghilterra, di Bulgaria, di Danimarca, dei Principi di Prussia e dei Granduchi di Russia,del Conte di Parigi e del Duca di Calabria. Il suo erede Principe Aimone ed i discendenti conservano per diritto storico un legame con la Corona di Spagna, alle vecchie leggi, come discendenti dell’Infanta Donna Luisa Fernanda di Borbone, nonchè in linea diretta, quella di Amedeo di Savoia Re di Spagna. Il funerale della Nobildonna sì è svolto lunedì 14 maggio 2012 nella Chiesa dell’Annunziata a Torino. La celebrazione eucaristica è stata officiata dal Rettore della Basilica, alla presenza della Famiglia Reale di Savoia Aosta, di membri della nobiltà e della società italiana, di una rappresentanza dell’Ordine di Malta, della Croce Rossa Italiana e delle istituzioni legate alla Casa Savoia ed alla sua segreteria, con la rappresentanza di “Rinnovamento nella Tradizione”, guidata dal Segretario Nazionale e da numerosi monarchici che riconoscono le LL.AA.RR. e la persona del Principe Amedeo come Capo di Casa Savoia. Alla fine della cerimonia religiosa, la Principessa Silvia ha ringraziato personalmente tutti i presenti, per le manifestazioni di cordoglio ricevute.Tra i fiori che accompagnavano il feretro un omaggio di “Rinnovamento nella Tradizione” con rose bianche e rosse in riferimento allo scudo di Savoia. La sepoltura della Salma ha avuto luogo in forma strettamente privata a Castiglion Fibocchi (AR). |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 17 May 2012 )
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Thursday 17 May 2012 |
|
L'appello de l'Occidentale AL PROSSIMO G8 L'ITALIA LEVI LA SUA VOCE A DIFESA DEI CRISTIANI Non passa giorno senza che non ci pervengano notizie sulle persecuzioni contro i cristiani nel mondo. Barbari attentati durante celebrazioni rituali cristiane, legislazioni punitive nei confronti delle minornze cristiane, persecuzioni indiscriminate e disumane. Non più tardi di due domeniche fa, tra il Kenya e la Nigeria, ventuno persone hanno pagato con la vita l'appartenenza alla fede di Cristo. Crediamo sia urgente raccogliere l'invito che arriva da molte parti a che l'Italia assuma un ruolo di primo piano nella denuncia, presso i maggiori organismi internazionali e intergovernativi - dalle Nazioni Unite, passando per il Consiglio Europeo, fino al G20 e al G8 -, dell'odio anticristiano. Spesso il mondo musulmano, nella sua declinazione di ummah, di comunità islamica transfrontaliera, ha dato prova di sapere reagire, non sempre a ragione, a quelli che erano percepiti come attacchi verbali e fisici al proprio credo e ai propri fratelli, raccogliendo il sostegno dell'Onu. Ci pare urgente che l'Occidrente ritrovi un forte senso della comune identità cristiana, anche attraverso un'azione di governo corale a livello internazionale gia a partire dal prossimo G8 di Camp David. Siamo convinti che, in continuità con l'attenzione dimostrata su questo fronte dal precedente governo, tocchi all'attuale esecutivo italiano - anche alla luce dell'esistenza entro i confini naturali dell'Italia di Santa Romana Chiesa e del forte senso di adesione degli Italiani ai valori cristiani - farsi portavoce di un'iniziativa di politica estera che declini una strategia d'ampio respiro diplomatico, presso tutti i governi del mondo, sopratutto quelli dei paesi a maggioranza musulmana, laddove più frequentemente si manifesta l'arbitraria violenza anti-cristiana. Crediamo infine che il valore dela reciprocità in materia di trattamento delle minoranze religiose sia cemento indispensabile nelle relazioni tra le genti e i governi, sopratutto in un mondo destinato a essere sempre più interdipendente. L'Occidente cristiano dà prova ogni giorno d'accettare la sfida politica del rispetto interreligioso nelle proprie società e nelle proprie terre. Lo fa talvolta anche pagando il costo di mutare in profondità e in poco tempo identità nazionali e religiose nate da esperienze storiche plurimillenarie. E' giunto il tempo che il resto drel mondo faccia la sua parte. Questo appello è apparso sulla versione cartacea del quotidiano "L'Avvenire" di domenica 13 Maggio 2012. Chiunque voglia aderire a questo appello può mandare una e,mail a:
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
indicando nome, cognome e città. |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 17 May 2012 )
|
|
|
La scomparsa di Donna Rosanna di Paternò |
|
Scritto da Administrator
|
|
Saturday 12 May 2012 |
|
E' scomparsa, a Torino, Donna Rosanna Paternò di Regiovanni, Bellardo e Ferraris, Marchesa di Regiovanni, Contessa di Prades e Baronessa di Spedalotto, madre di S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia. Appresa la triste notizia, "Rinnovamento nella Tradizione", nelle persone del Presidente Onorario Piero Carlo de Fabritiis, del Presidente Giovanni Ruzzier, del Vicepresidente Mariano Torre, del Segretario Nazionale Fabrizio Nucera, dei Consiglieri Nazionali, dei Coordinatori regionali, dei Delegati Esteri, ed anche a nome di tutti gli aderenti al Movimento, desiderano essere spiritualmente vicini a S.A.R. la Principessa Silvia in questo tragico momento, formulando per la Sua Famiglia viva partecipazione ed il più sentito cordoglio. Il rito funebre avrà luogo a Torino, lunedì 14 maggio 2012, alle ore 10.30 nella Chiesa dell'Annunziata in via Po di Torino. |
|
Ultimo aggiornamento ( Sunday 13 May 2012 )
|
|
|
Ricordo del Generale Chiti |
|
Scritto da Administrator
|
|
Thursday 03 May 2012 |
|
GIANFRANCO CHITI - UN UOMO, UN SOLDATO, UN FRATE. La Sezione di Pesaro-Urbino dell'Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna ricorderà il 5 e 6 maggio a Pesaro la figura di Gianfranco CHITI, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, Generale e poi Frate Cappuccino. Il programma prevede per sabato 5 maggio una conferenza sul tema "L'insegnamento di Gianfranco Chiti" presso la Sala del Consiglio Provinciale "Adele Bei", mentre domenica 6 maggio, dopo la celebrazione drlla S.Messa, seguirà una visita al Camposanto Centrale per un omaggio ai Caduti di tutte le guerre ed alla tomba di Padre Gianfranco Chiti. Gianfranco Chiti nasce a Cinese(NO) il 6 maggio 1921. Trascorre la sua giovinezza a Pesaro, dove il padre Giovanni, violinista di fama internazionale,insegna presso il Conservatorio Pedrotti. Non ancora quindicenne frequenta il Collegio militare di Roma per poi entrare nell'Accadermia Militare di Modena, allievo del corso contraddistinto dal nome:"FEDE". Esce con il grado di Tenente e viene assegnato al 3°Reggimento Granatieri di Sardegna. Dopo lo scoppio della seconda Guerra Mondiale, Chiti è ufficiale combattente sul fronte graco-albanesee poi sul fronte russo dal giugno 1942 all'aprile 1943, inquadrato nel 32°Battaglione controcarro autocarrato Granatieri di Sardegna. E' con questo Reparto che vive la tremenda ritirata di Russia. Ferito più volte, per il suo comportamento meriterà una Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: """Comandante di plotone cannoni da 47/32 attaccato da ingenti forze nemiche respingeva più volte col tiro preciso dei suoi pezzi le masse avversarie attaccanti, cagionando loro perdite gravissime.Esaurite le munizioni e ricevuto dal proprio Comandante di reparto l'ordine di ripiegare con i resti della Compagnia su posizione prestabilita e trovata la strada sbarrata da superiori forze avversarie, munite di numerose armi automatiche, si metteva alla testa di un animoso gruppo, le attaccava decisamente con bombe a mano, e le metteva in fuga, dopo averle decimate, aprendo la via al proprio reparto e facilitando il movimento delle altre forze che seguivano. Ansa di Verch Mamon (fronte russo)16 dicembre 1942.""" Durante la ritirata riporterà il congelamenro di un arto, salvato a stento dall'amputazione. Rientrato in Italia, dopo una parentesi come istruttore in Somalia degli ufficiali del neo costituito corpo di Polizia somalo, presta servizio presso il 1° Reggimento Granatieri a Roma ed a Civitavecchia dove, da Comandante del IV Battaglione stabilisce un indissolubile legame con i granatieri del suo reparto in ogni ordine di grado. Passa poi a comandare la Scuola Sottufficiali di Viterbo fino al congedamento per raggiunti limiti di età nel grado di Generale di brigata. Può, a questo punto, coronare l'aspirazione della sua vita: entra come novizio nel convento francescano dei Cappuccini di Rieti dove prende i voti e celebra la sua prima Messa. Avrebbe desiderato partire per l'Africa come missionario ma, obbedisce all'Ordine e si dedica al ripristino di un convento in stato di completo abbandono ad Orvieto. I gravosi impegni quotidiani cui si sottopone, alla lunga, logorano il suo pur robustissimo fisico. Nel luglio 2004 viene ricoverato, a seguito di un incidente, all'Ospedale di Orvieto e, subito dopo, all'Ospedale Militare del Celio a Roma, dove i sanitari constatano con dolore il suo stato di completa consunzione. Assistito amorevolmente, cesserà di vivere il 20 novembre dello stesso anno e le sue spoglie verranno tumulate nerlla Cappella di famiglia nel Camposanto di Pesaro. L'Associazione Granatieri di Pesaro ha invitato alle cerimonie il nostro Presidente Giovanni Ruzzier, che ha confermato la sua presenza. |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
|
|
|
L'ultimo Ministro della Real Casa |
|
Scritto da Administrator
|
|
Wednesday 02 May 2012 |
|
Ricordo di S.E. Falcone Lucifero - ultimo Ministro della Real Casa nel quindicesimo anniversario della scomparsa Il 2 maggio 1997 moriva a Roma, alla veneranda età di 99 anni, Sua Eccellenza il Ministro della Real Casa Marchese Falcone Lucifero. Dal 1944 e fino alla morte di S.M. Re Umberto II, avvenuta il 18 marzo 1983, Egli svolse con piglio energico le mansioni che Sua Maestà gli aveva affidato. Fu inviso a molti monarchici per il suo essere socialista, e per considerare anacronistiche le etichette di corte. Amava ricordare quanto gli disse Sua Maestà: ““Noi andiamo d’accordo, libertà individuale e giustizia sociale è anche il mio motto”. 
(immagini di repertorio alla presenza di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta) Durante il Ventennio non aveva svolto alcuna attività politica. Al fianco di Sua Maestà seguì gli avvenimenti più importanti di quel periodo e si spese nel corso della campagna per il referendum istituzionale non risparmiando severe critiche al governo De Gasperi. Dopo la partenza del Re per l’esilio, Egli lo rappresentò degnamente in tante manifestazioni e cerimonie, liete e tristi, spesso portando conforto ed aiuti finanziari che Sua Maestà non faceva mai mancare agli Italiani bisognosi. Affermava: “”finchè avrò vita continuerò a lottare e a sperare che venga rimossa la vergognosa XIII disposizione transitoria della Costituzione”” e la morte lo colse due giorni dopo la presentazione del disegno di legge che abrogherà l’esilio per i discendenti maschi della Dinastia sabauda. A quindici anni dalla scomparsa di Falcone Lucifero rimane il ricordo e le opere che ha scritto per rimembrare agli Italiani non immemori la bontà dell’Istituto monarchico. Ho avuto modo di conoscerlo personalmente, di godere della sua stima e della sua benevolenza. Un motivo in più per ricordarlo. Giovanni Ruzzier - Presidente RnT |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Wednesday 02 May 2012 |
|
Incontro con il Prefetto. ll nostro Presidente Giovanni Ruzzier, al seguito del Nucleo Volontariato e Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia di Rimini, di cui fa parte, è stato ricevuto in udienza da S.E. il dott. Claudio Palomba, nuovo Prefetto di Rimini, portando al Prefetto il saluto di "Rinnovamento nella Tradizione" e, quale Delegato, il saluto dell'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio e dell'Istituto per la Guardia d'Onore alle reali Tombe del Pantheon. Ruzzier ha donato al Prefetto un libro sulla storia di Rimini. La fine dell'incontro è stata sugellata da una forte stretta di mano e la fotografIa di rito. |
|
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
|
|
|
Il Comandante Giorgio Zanardi non c'è più |
|
Scritto da Administrator
|
|
Sunday 29 April 2012 |
|
Il Comandante Giorgio Zanardi ci ha lasciati! Nel dicembre 2008 la Città di Ferrara gli ha tributato un riconoscimento a firma del Sindaco G.Sateriale, con la seguente motivazione :""La Città di Ferrara rende onore al Comandante Giorgio Zanardi, Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro, un soldato, un italiano, un resistente, per i meriti acquisiti al servizio della propria città, della Marina, della Patria"". Il Comandante fu un soldato senza macchia. Servì la Patria con onore e, dopo l'8 settembre 1943, decie di continuare a servire la Bandiera di sempre e di rimanere fedele al giurametno prestato a Sua Maestà il Re. Si dirà, uno dei tanti; sì, uno dei tanti ma di quella schiera di uomini che diedero tutto, che spesero ogni loro risorsa perchè la Patria potesse risorgere. Decorato di due Medaglie d'Argento al Valor Militare, fu sempre in prima linea anzi, di più, perchè dopo l'8 settembre attraversò più volte il "confine" tra il Regno del Sud e la Repubblica Sociale Italiana, per mantenere le fila dei resistenti contro l'occupatore nazista. Di Lui, come ti tanti altri "resistenti" ancora oggi non si parla, perchè il 25 aprile viene considerato solo e solamente appannaggio di una schiera di partigiani, politicamente schierati, che avrebbero voluto l'Italia succube della dittaura comunista. Scrisse, nel 2000, l'Ambasciatore Sergio Romano su "Il Corriere della Sera": ""Il caso Zanardi ricorda agli storici quante trame siano state tessute e quante iniziative individuali siano state prese nei mesi caotici fra il settembre 1943 e l'aprile 1945. Gli autori di queste memorie hanno alcuni caretteri comuni. Sono borghesi, fortemente nazionali (se non nazionalisti), monarchici, indignati dalla sventatezza con cui Mussolini ha gettato il Paese nella Guerra, decisi a non combattere nelle formazioni della Repubbkica sociale....... Anzichè scegliere le brigate partigiane di ispirazione comunista, socialista o repubbllicana, hanno cercato di combattere o resistere in un modo conforme alla loro formazione culturale e all'orizzonte sociale da cui provengono. Hanno fatto insomma una Resistenza anomala, "borghese" e cavalleresca, quella che nelle scelte canoniche è relegata in qualhe nota a piè di pagina. Hanno scritto le loro memorie perchè temeno che di questa guerra e di queste personali esperienze scompaia, quando loro se ne saranno andati, persino il ricordo."" Noi sosteniamo che la figura del Comandante Giorgio Zanardi, pluridecorato al Valor Militarre, Presidente Emerito dell'Istiuto del Nastrro Azzurro, rimarrà nella Storia della nostra amata Patria: l'Italia. Alla Famiglia del Comandante Giorgio Zanardi S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia ha inviato un telegramma di cordoglio.. Giovanni Ruzzier - Presidente RnT |
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 30 April 2012 )
|
|
|
25 aprile - Festa della Liberazione |
|
Scritto da Administrator
|
|
Wednesday 25 April 2012 |
|
MESSAGGIO DI S.A.R.IL PRINCIPE EREDITARIO UMBERTO DI SAVOIA, LUOGOTENENTE GENERALE DEL REGNO E PRINCIPE DI PIEMONTE. Combattenti della Guerra di Liberazione! A Voi, nell'Annuale della Liberazione, torna l'animo riconoscente e memore dei cittadini. Allorchè tutto sembrava perduto, Voi mostraste cosa possano l'amore per la Patria e la fede nel suo avvenire. E, con il Vostro eroismo, avete arricchito l'epopea italica di nuove gesta. Rapidamente riordinati, i soldati di una guerra pur sempre eroicamente combattuta tornarono primi all'attacco; i marinai continuarono a tener alta sul mare la Bandiera mai ammainata, gli aviatori ripresero con l'antico sprezzo della morte, i combattimenti nel cielo, a tutti affiancandosi con fraterna gara di patriottismo, di dedizione e di audacia, i partigiani che ben sapevano di coinvolgere nella lotta anche le loro famiglie. Queste forze vive ed eroiche diedero alla vittoria delle potenti armi alleate un contributo ogni giorno più evidente e sicuro, ogni giorno più lealmente riconosciuto. Quando un popolo in così aspro travaglio non cede di fronte alla immensità della sciagura ed alla avversità del destino, ma trova nelle fibre profonde della stirpe il coraggio per non disperare e la forza per lottare ancora, quel popolo può alzare la fronte davanti a tutto il mondo e affermarsi degno di un migliore avvenire. E questo l'Italia lo deve a Voi, soldati, marinai, avieri e partigiani. La Patria vi ringrazia. Viva l'Italia UMBERTO |
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 30 April 2012 )
|
|
|
Amministrative 2012 – Cambiare si può… |
|
Scritto da Administrator
|
|
Monday 23 April 2012 |
|
di Sergio Giacalone Riflessioni sulla più anomala fra le competizioni elettorali. Le elezioni amministrative sono una competizione in cui la politica, intesa in senso “nobile” (requiescat…), ha sempre avuto un low profile. Lo stretto legame fra l’elemento umano e il territorio da governare, le conoscenze dirette, i legami parentali, il possibile coinvolgimento di interessi personali rende questo tipo di consultazione politica la meno “politica in senso proprio” (e la più “politica in senso comune”!), al punto da tenersene scarsissimo conto nelle statistiche elettorali nazionali. Oggi poi, che la politica tradizionale ha perduto quasi del tutto (e forse definitivamente) il suo appeal, le elezioni volte al rinnovo degli enti locali sembrano assumere sempre di più e soltanto lo status di straordinario laboratorio antropologico, capace di svelare potenzialità etiche che solo il “soggetto candidato” è in grado di esprimere in modo così intenso. Tutto ciò, infine, assume un delizioso sapore parossistico se affrescato dalle straordinarie pennellate di colore che solo il meridione d’Italia sa offrire. Per valutare i servigi resi dalle elezioni amministrative al tessuto socio-culturale italiano e, nella fattispecie, meridionale, dobbiamo partire da una considerazione elementare: le campagna elettorale in una piccola cittadina del sud serve innanzitutto a recuperare il senso della famiglia, nel senso più ampio che si possa intendere. Nel breve (ma intenso) periodo dedicato alla raccolta dei consensi, infatti, è abbastanza frequente che ti si svelino consanguinei di cui mai avresti sospettato né l’esistenza né tantomeno la passione politica; parenti di ogni ordine e grado che ti fanno rivivere i fasti della gloriosa famiglia patriarcale: i gradi di parentela si sommano, si moltiplicano, fino ai cugini di 7°/8° grado, come si trattasse dei gradi della scala Richter… Ma attenzione: nell’urna elettorale le parentele, se non sottoposte a un vaglio razionale, possono provocare danni anche peggiori di quelli di un terremoto… E poi ci si bacia. Già noi meridionali ci baciamo molto, indipendentemente dal reciproco sesso e da specifiche occasioni. Verosimilmente ci baciamo più di quanto il bon ton permetta; ma in fondo si tratta dell’espressione di un calore, di un’esuberanza che non riusciamo a contenere e alla fine è un nostro tratto distintivo. Durante la campagna elettorale, però, il bacio diventa una pratica ossessiva, un’attività capace di impegnare il candidato locale per buona parte della sua giornata tipo. Ti si avvicina guardandoti fisso; il suo sguardo esprime voluttà, desiderio di conquista, libidine. Poi ti tira a sé stringendoti la mano con forza maschia e quindi… ti bacia! Le sue labbra ti si stampano sulle guance con una maestria che più che al capocosca nella cerimonia di affiliazione ti fa pensare ad uno che sta sfogando i suoi istinti nascosti e/o repressi… Ma intanto, attraverso quel bacio, lui, il candidato, è certo di aver iscritto un’ipoteca sulla tua volontà da elettore, che ricambierà con la preferenza il piacere ricevuto da quel bacio tanto ben assestato. Con queste premesse esprimere liberamente la propria volontà nel seggio elettorale non è facile, considerata anche la selva di candidature che normalmente ciascun grande - medio centro del sud italia esprime ad ogni tornata. Cadere nell’errore è quanto mai facile ed è forse il motivo che ha impedito a tante città meridionali di “svelarsi”nella loro bellezza e a noi di erigere il basamento di quella straordinaria costruzione chiamata democrazia. Perché se il meccanismo della partecipazione responsabile si inceppa già a partire dagli enti locali è certo che l’edificio democratico, quello vero e maestoso, rimarrà una chimera. Un consiglio comunque mi sento di darlo. Esiste una discriminante che può tornare d’aiuto quando il povero elettore, confuso fra favori, baci e parentele, non sa a quale cognome vorrebbe garantire il gettone di presenza alle sedute del Consiglio Comunale: basta ipotizzare che un giorno un inviato de Le Iene si posizioni fuori dalla porta del massimo consesso civico e rivolga ai signori consiglieri delle domande, non dico sulla storia del risorgimento, ma sulla storia della propria città, sulle sue origini, sulle funzioni municipali, sul ruolo del consiglio comunale. Vorreste voi che il candidato da voi prescelto si trovi nell’assai imbarazzante condizione di non saper rispondere o, peggio, di rispondere con emerite cavolate, com’è spesso capitato ai signori onorevoli (sic!) deputati e senatori della becera repubblica? No, mai! Allora pensiamoci, mentre veniamo pervasi dall’odore di cancelleria che emana dalla matita sapientemente appuntita e dalla scheda elettorale intonsa: un perfetto estraneo onesto, preparato e riservato vale mille parenti di ennesimo grado, pomicioni, ignoranti e sprovveduti. Diceva un omino smunto con gli occhiali tondi: “noi dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere”. E il cambiamento inizia dal particolare. Meditate gente, meditate… Perché l’Italia merita. Il Sud anche gli arretrati. |
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 23 April 2012 )
|
|
|
Messaggio del Prefetto di Rimini |
|
Scritto da Administrator
|
|
Monday 23 April 2012 |
|
|
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 23 April 2012 )
|
|
|
A SUA MAESTA' LA REGINA ELISABETTA II |
|
Scritto da Administrator
|
|
Saturday 21 April 2012 |
|
Maestà, certo di interpretare il pensiero, il sentimento di tutti gli appartenenti a "Rinnovamento nella Tradizione - Libero Movimento per l'Italia" desidero farVi pervenire, pubblicamente, nel giorno del Vostro 86esimo Genetliaco i nostri più fervidi auguri di lunga vita per il bene del Vostro Popolo che guarda a Voi con la stessa certezza che Vi ha accolta Regina il 6 febbraio 1952. Voglia Vostra Maestà annoverarci tra i Suoi fedeli sostenitori, convinti come siamo bella bontà dell'Istituto manarchico che Vostra Maestà ha in questi 60 anni di Regno sapientemente dimostrato. Con la massima deferenza. Giovanni Ruzzier - Presidente Fabrizio Nucera - Segretario Nazionale |
|
Ultimo aggiornamento ( Saturday 21 April 2012 )
|
|
|
Genetliaco di S.S.Papa Benedetto XVI |
|
Scritto da Administrator
|
|
Monday 16 April 2012 |
|
|
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Monday 16 April 2012 |
|
|
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
|
|
|
Auguri per la Santa Pasqua |
|
Scritto da Administrator
|
|
Saturday 07 April 2012 |
|
UNITAMENTE AL SEGRETARIO NAZIONALE DOTT. FABRIZIO NUCERA DESIDERO FAR PERVENIRE A TUTTI GLI ADERENTI ED AI SIMPATIZZANTI DEL NOSTRO MOVIMENTO GLI AUGURI PIU' FERVIDI PER UNA SERENA, FELICE SANTA PASQUA. Giovanni Ruzzier - Presidente |
|
Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
|
|
| | << Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>
| | Risultati 1 - 17 di 475 | |