Ultime Notizie dal Movimento

Lutto in Casa Savoia Aosta di Francisco Fernandez Acedo PereiraConsigliere Nazionale e Delegato per il Portogallo e la Spagna di “Rinnovamento nella Tradizionehttp://docelinajes.blogspot.com.es/2012/05/luto-en-la-casa-saboya-aosta.html?  Sabato scorso è deceduta a Torino, dopo una lunga e sofferta malattia, munita dei conforti religiosi, Donna Rosanna di Paternò di Reggiovanni - Bellardo e Ferraris, Contessa di Prades e Baronessa di Spedalotto, madre di S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia. Nata nel 1927 da una nobile famiglia piemontese, si sposò con Don Vincenzo Paternò Ventimiglia, marchese di Reggiovanni, Conte e Barone di Spedalotto(1923-1987), membro di una delle più antiche e nobili famiglie d’Italia, discendente diretto della Reale Casa d’Aragona e attraverso i Ventimiglia degli Imperatori di Bisanzio, imparentato con il lignaggio più illustre del Mezzogiorno d’Italia. Da questo matrimonio è nata S.A.R. Silvia Ottavia Costanza Maria Paternò di Spedalotto dei Marchesi di Reggiovanni che, nel 1987 si sposò con S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta. La vita di Donna Rosanna è trascorsa tra il Piemonte, la Sicilia - patria di suo marito - la Toscana e Roma, vivendo una vita tranquilla dedita ad attività caritatevoli e sociali ed alla causa monarchica. Il cordoglio della Santa Sede,di tante persone dall’Italia e dall’estero, e dalle Case Reali con le quali è strettamente legata la Casa Savoia Aosta è stato unanime. E’ il caso di ricordare che il Principe Amedeo è figlio di Irene di Grecia, cugino del Re di Spagna, di Grecia, d’Inghilterra, di Bulgaria, di Danimarca, dei Principi di Prussia e dei Granduchi di Russia,del Conte di Parigi e del Duca di Calabria. Il suo erede Principe Aimone ed i discendenti conservano per diritto storico un legame con la Corona di Spagna, alle vecchie leggi, come discendenti dell’Infanta Donna Luisa Fernanda di Borbone, nonchè in linea diretta, quella di Amedeo di Savoia Re di Spagna. Il funerale della Nobildonna sì è svolto lunedì 14 maggio 2012 nella Chiesa dell’Annunziata a Torino. La celebrazione eucaristica è stata officiata dal Rettore della Basilica, alla presenza della Famiglia Reale di Savoia Aosta, di membri della nobiltà e della società italiana, di una rappresentanza dell’Ordine di Malta, della Croce Rossa Italiana e delle istituzioni legate alla Casa Savoia ed alla sua segreteria, con la rappresentanza di “Rinnovamento nella Tradizione”, guidata dal Segretario Nazionale e da numerosi monarchici che riconoscono le LL.AA.RR. e la persona del Principe Amedeo come Capo di Casa Savoia. Alla fine della cerimonia religiosa, la Principessa Silvia ha ringraziato personalmente tutti i presenti, per le manifestazioni di cordoglio ricevute.Tra i fiori che accompagnavano il feretro un omaggio di “Rinnovamento nella Tradizione” con rose bianche e rosse in riferimento allo scudo di Savoia. La sepoltura della Salma ha avuto luogo in forma strettamente privata a Castiglion Fibocchi (AR).     Details...

Rimini 2 maggio 2012 Incontro con il Prefetto. ll nostro Presidente Giovanni Ruzzier, al seguito del Nucleo Volontariato e Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia di Rimini, di cui fa parte,  è stato ricevuto in udienza da S.E. il dott. Claudio Palomba, nuovo Prefetto di Rimini, portando al Prefetto il saluto di "Rinnovamento nella Tradizione"  e, quale Delegato, il saluto  dell'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio e dell'Istituto per la Guardia d'Onore alle reali Tombe del Pantheon.  Ruzzier ha donato al Prefetto un libro sulla storia di Rimini. La fine dell'incontro è stata sugellata da una forte stretta di mano e la fotografIa di rito.   Details...

25 aprile - Festa della Liberazione MESSAGGIO DI S.A.R.IL PRINCIPE EREDITARIO UMBERTO DI SAVOIA, LUOGOTENENTE GENERALE DEL REGNO E PRINCIPE DI PIEMONTE.Combattenti della Guerra di Liberazione!A Voi, nell'Annuale della Liberazione, torna l'animo riconoscente e memore dei cittadini. Allorchè tutto sembrava perduto, Voi mostraste cosa possano l'amore per la Patria e la fede nel suo avvenire.E, con il Vostro eroismo, avete arricchito l'epopea italica di nuove gesta. Rapidamente riordinati, i soldati di una guerra pur sempre eroicamente combattuta tornarono primi all'attacco; i marinai continuarono a tener alta sul mare la Bandiera mai  ammainata, gli aviatori ripresero con l'antico sprezzo della morte, i combattimenti nel cielo, a tutti affiancandosi con fraterna gara di patriottismo, di dedizione e di audacia, i partigiani che ben sapevano di coinvolgere nella lotta anche le loro famiglie.Queste forze vive ed eroiche diedero alla vittoria delle potenti armi alleate un contributo ogni giorno più evidente e sicuro, ogni giorno più lealmente riconosciuto.Quando un popolo in così aspro travaglio non cede di fronte alla immensità della sciagura ed alla avversità del destino, ma trova nelle fibre profonde della stirpe il coraggio per non disperare e la forza per lottare ancora, quel popolo può alzare la fronte davanti a tutto il mondo e affermarsi degno di un migliore avvenire.E questo l'Italia lo deve a Voi, soldati, marinai, avieri e partigiani.   La Patria  vi ringrazia.Viva l'Italia                                                                                                                                                                                                                                                                                                                UMBERTO                                                                                                                                                                  Details...

Amministrative 2012 – Cambiare si può… di Sergio GiacaloneRiflessioni sulla più anomala fra le competizioni elettorali. Le elezioni amministrative sono una competizione in cui la politica, intesa in senso “nobile” (requiescat…), ha sempre avuto un low profile. Lo stretto legame fra l’elemento umano e il territorio da governare, le conoscenze dirette, i legami parentali, il possibile coinvolgimento di interessi personali rende questo tipo di consultazione politica la meno “politica in senso proprio” (e la più “politica in senso comune”!), al punto da tenersene scarsissimo conto nelle statistiche elettorali nazionali. Oggi poi, che la politica tradizionale ha perduto quasi del tutto (e forse definitivamente) il suo appeal, le elezioni volte al rinnovo degli enti locali sembrano assumere sempre di più e soltanto lo status di straordinario laboratorio antropologico, capace di svelare potenzialità etiche che solo il “soggetto candidato” è in grado di esprimere in modo così intenso. Tutto ciò, infine, assume un delizioso sapore parossistico se affrescato dalle straordinarie pennellate di colore che solo il meridione d’Italia sa offrire. Per valutare i servigi resi dalle elezioni amministrative al tessuto socio-culturale italiano e, nella fattispecie, meridionale, dobbiamo partire da una considerazione elementare: le campagna elettorale in una piccola cittadina del sud serve innanzitutto a recuperare il senso della famiglia, nel senso più ampio che si possa intendere. Nel breve (ma intenso) periodo dedicato alla raccolta dei consensi, infatti, è abbastanza frequente che ti si svelino consanguinei di cui mai avresti sospettato né l’esistenza né tantomeno la passione politica; parenti di ogni ordine e grado che ti fanno rivivere i fasti della gloriosa famiglia patriarcale: i gradi di parentela si sommano, si moltiplicano, fino ai cugini di 7°/8° grado, come si trattasse dei gradi della scala Richter… Ma attenzione: nell’urna elettorale le parentele, se non sottoposte a un vaglio razionale, possono provocare danni anche peggiori di quelli di un terremoto… E poi ci si bacia. Già noi meridionali ci baciamo molto, indipendentemente dal reciproco sesso e da specifiche occasioni. Verosimilmente ci baciamo più di quanto il bon ton permetta; ma in fondo si tratta dell’espressione di un calore, di un’esuberanza che non riusciamo a contenere e alla fine è un nostro tratto distintivo. Durante la campagna elettorale, però, il bacio diventa una pratica ossessiva, un’attività capace di impegnare il candidato locale per buona parte della sua giornata tipo. Ti si avvicina guardandoti fisso; il suo sguardo esprime voluttà, desiderio di conquista, libidine. Poi ti tira a sé stringendoti la mano con forza maschia e quindi… ti bacia! Le sue labbra ti si stampano sulle guance con una maestria che più che al capocosca nella cerimonia di affiliazione ti fa pensare ad uno che sta sfogando i suoi istinti nascosti e/o repressi… Ma intanto, attraverso quel bacio, lui, il candidato, è certo di aver iscritto un’ipoteca sulla tua volontà da elettore, che ricambierà con la preferenza il piacere ricevuto da quel bacio tanto ben assestato. Con queste premesse esprimere liberamente la propria volontà nel seggio elettorale non è facile, considerata anche la selva di candidature che normalmente ciascun grande - medio centro del sud italia esprime ad ogni tornata. Cadere nell’errore è quanto mai facile ed è forse il motivo che ha impedito a tante città meridionali di “svelarsi”nella loro bellezza e a noi di erigere il basamento di quella straordinaria costruzione chiamata democrazia. Perché se il meccanismo della partecipazione responsabile si inceppa già a partire dagli enti locali è certo che l’edificio democratico, quello vero e maestoso, rimarrà una chimera. Un consiglio comunque mi sento di darlo. Esiste una discriminante che può tornare d’aiuto quando il povero elettore, confuso fra favori, baci e parentele, non sa a quale cognome vorrebbe garantire il gettone di presenza alle sedute del Consiglio Comunale: basta ipotizzare che un giorno un inviato de Le Iene si posizioni fuori dalla porta del massimo consesso civico e rivolga ai signori consiglieri delle domande, non dico sulla storia del risorgimento, ma sulla storia della propria città, sulle sue origini, sulle funzioni municipali, sul ruolo del consiglio comunale. Vorreste voi che il candidato da voi prescelto si trovi nell’assai imbarazzante condizione di non saper rispondere o, peggio, di rispondere con emerite cavolate, com’è spesso capitato ai signori onorevoli (sic!) deputati e senatori della becera repubblica? No, mai! Allora pensiamoci, mentre veniamo pervasi dall’odore di cancelleria che emana dalla matita sapientemente appuntita e dalla scheda elettorale intonsa: un perfetto estraneo onesto, preparato e riservato vale mille parenti di ennesimo grado, pomicioni, ignoranti e sprovveduti. Diceva un omino smunto con gli occhiali tondi: “noi dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere”. E il cambiamento inizia dal particolare. Meditate gente, meditate… Perché l’Italia merita. Il Sud anche gli arretrati.   Details...

Messaggio del Prefetto di Rimini   Details...

22 aprile 2012 Alle ore 21,00,  sulle frequenze di RadioMaria, si è tenuta la conferenza a tre voci sul Beato Carlo, la storia, la Sua santità, la Gebetsliga in Italia e si è parlato anche della causa di beatificazione della Sua sposa Zita d' Austria. Relatori Prof. Luigi Casalini, SAIR l'Arciduca Martino d' Austria Este, nipote del Beato Carlo e di Zita e don Arnaldo Mornadi.  Durante la trasmissione sono previsti anche interventi degli ascoltatori.   Details...

A SUA MAESTA' LA REGINA ELISABETTA II  Maestà, certo di interpretare il pensiero, il sentimento di tutti gli appartenenti a "Rinnovamento nella Tradizione - Libero Movimento per l'Italia"  desidero  farVi pervenire, pubblicamente,  nel giorno del Vostro 86esimo Genetliaco i nostri più fervidi auguri di lunga vita per il bene del Vostro Popolo che guarda a Voi  con la stessa certezza che Vi ha accolta Regina il 6 febbraio 1952. Voglia Vostra Maestà annoverarci tra i Suoi fedeli sostenitori,  convinti come siamo bella bontà dell'Istituto manarchico che Vostra Maestà ha in questi 60 anni di Regno sapientemente dimostrato.Con la massima deferenza. Giovanni Ruzzier - Presidente   Fabrizio Nucera - Segretario Nazionale   Details...

Lettera al Prefetto di Rimini      Details...

Genetliaco di S.S.Papa Benedetto XVI   Details...

Auguri per la Santa Pasqua UNITAMENTE AL SEGRETARIO NAZIONALE DOTT. FABRIZIO NUCERA DESIDERO FAR PERVENIRE A TUTTI GLI ADERENTI ED AI SIMPATIZZANTI DEL NOSTRO MOVIMENTO GLI AUGURI PIU'  FERVIDI PER UNA SERENA, FELICE SANTA PASQUA.Giovanni Ruzzier - Presidente  Details...

SIMILITUDINI ERRATE. IL “nano” ed il “GIGANTE” Leggo a pagina 10 de “L’Araldo di Biella” - aprile 2012, un articolo tratto da “biellamonarchica.blogspot.it” intitolato “Emanuele Filiberto al lavoro a Biella“, articolo che desidero portare a conoscenza di tutti i nostri associati e simpatizzanti. Ecco il testo integrale: “””Emanuele Filiberto ha girato al centro commerciale “Gli Orsi” alcune scene che verranno mandate in onda nel corso di una puntata del suo nuovo programma di CieloTV, “Il principiante - il lavoro nobilita”, in cui il Principe si mette a lavorare. Giovedì 15 marzo infatti, si è improvvisato lavavetri, con tanto di secchiello e strofinacci, appeso a una fune e sorretto da un’apposita imbracatura, per pulire le vetrate del centro commerciale. Viene alla mente l’allora Amedeo di Savoia poi Duca d’Aosta e Vicerè di Etiopia che subito dopo la Prima guerra mondiale si imbarcò sotto falso nome, per raggiungere il Congo in Africa e farsi assumere come operaio in una fabbrica locale per vedere e sperimentare le sue capacità. Certo i tempi ed i modi sono cambiati, ed anche gli scopi, ma rimane l’immagine di un Principe, e quale Principe, che si adatta anche a lavorare manualmente. Esperimento che ci piacerebbe veder tentare da qualcuno dei politici e dei sindacalisti che da sempre si lagnano e si lamentano “parlando” delle fatiche e dei sacrifici dei lavoratori che non hanno mai conosciuto e mai provato! Bravo al Principe Emanuele Filiberto, e grazie all’amico Paolo che ci ha inviato queste due magnifiche fotografie.””! Perdonatemi, devo fare un appunto all’amico Alberto Conterio, responsabile della testata “L’Araldo di Biella”. Con tutto il rispetto per Emanuele Filiberto, al quale formulo gli auguri di una pronta e perfetta guarigione (proprio oggi ho appreso dell’intervento cui è stato sottoposto per l’asportazione di un tumore al setto nasale), non posso non confutare a Conterio l’accostamento irriguardoso - a mio parere - tra un giovane uomo che si fa chiamare Emanuele Filiberto ed un grande protagonista di Casa Savoia quale è stato S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Duca d’Aosta - Vicerè di Etiopia - Medaglia d’Oro al Valor Militare, del quale proprio lo scorso mese è stata ricordata la Sua scomparsa, avvenuta 70 anni or sono, con una cerimonia al Sacrario Italiano Nyeri, in Kenia, alla quale hanno preso parte S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Duca d’Aosta;S.A.R. e I. l’Arciduca Lorenzo d’Austria-Este Principe Imperiale d’Austria, Principe Reale di Ungheria e Boemia, Principe del Belgio; S.A.R. e I. Maria Beatrice d’Austria-Este; S.A.R. Padre Alessandro Borbone-Due Sicilie; S.A.R. il Principe Alfonso di Borbone-Due Sicilie, il Nunzio Apostolico in Kenia, S.E. Paola IMPERIALE Ambasciatore Italiano a Nairobi, per il Ministero della Difesa l’Addetto Militare ad Addis Abeba Col.(Alpini) Giovanni Di Gregorio, i membri dell’Associazione Zonderwater Block del Sud Africa(ex prigionieri di guerra)con il Labaro, l’Associazione nazionale Alpini del Sud Africa, con Labaro e la Società Dante Alighieri del Sud Africa, cui si è unito S.E. l’Ambasciatore di Argentina a Pretoria R.Carlos Sersale di Cerisano, il cui padre - Ufficiale medico - condivise la prigionia in Kenia. C’è “principe” e “Principe”! Emanuele Filiberto ha scelto la sua strada. E’ passato dai sottaceti, al ballo sotto le stelle, al festival di San Remo ed ad altre amenità. Il suo modo di fare può anche piacere ma, resta il fatto che, a mio modesto parere, con il suo comportamento non porta certamente giovamento alla causa per la quale ancora oggi tanti italiani, come Conterio, si battono per il ritorno di una Monarchia costituzionale,unica istituzione capace di ridare l’Italia agli Italiani. Ma forse Conterio si è dimenticato che Emanuele Filiberto, quando ancora doveva mettere piede in Italia disse: “Gli italiani se ne fregano della monarchia e fanno bene”. Onore a quei Savoia che hanno onorato, con il Loro operato, mille anni di Storia della Dinastia! Giovanni Ruzzier - Presidente di “Rinnovamento nella Tradizione”   Details...

30 marzo 2012 FESTA DEL BEATO AMEDEO IX DI SAVOIA : "RINNOVAMENTO NELLA TRADIZIONE" FORMULA ALLE LL.AA.RR. IL PRINCIPE AMEDEO DI SAVOIA AOSTA ED AL PICCOLO PRINCIPE AMEDEO, DUCA DEGLI ABRUZZI, I PIU' FERVIDI  AUGURI.  Details...

Bologna 15 marzo 2012 rèportage In una splendida mattinata di sole, nella cornice dei Giardini Margherita, frequentatissimi dai bolognesi grandi e piccini, ha avuto luogo l'intitolazione del "LARGO VITTORIO EMANUELE II - Primo Re d'Italia (1820-1878)" targa posta dinanzi al monumento equestre che la città di Bologna ha dedicato al Re.    La cerimonia si è svolta in un tripudio di Tricolori sabaudi, con la presenza di numerose Guardie d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon e di Associazioni Combattentistiche e d'Arma. Presenti il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Ufficiali superiori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Madrina della cerimnia la dott.ssa Anita Garibaldi pronipote dell'Eroe che, prima dell'inizio ha voluto salutare personalmente i rappresentanti delle Associazioni predette, soffermandosi in particolar modo con l'Associazione Marinai d'Italia per ricordare eventi di cui la Garibaldi è stata protagonista su Nave Delfino.    La cerimonia si è aperta con la prolusione della dott.ssa Ilaria GIORGETTI Presidente del Quartiere Santo Stefano che ha portato il saluto del Sindaco della Città di Bologna e del Presidente della Provincia. Ha preso successivamente la parola la dott.ssa Anita Garibaldi che ha ringraziato le Autorità Civili e Militari e tutti i presenti, dichiarandosi onorata per essere stata invitata ad essere testimone dell'evento ed augurandosi che la storia patria sia oggetto di studio e di approfondimento in ispecie per le nuove generazioni. Il dott. Roberto Vittorio Favero ha portato i saluti della Real Casa ed il Delegato di Bologna delle GG.d'OO. dott. Dionigi Ruggeri ha ringraziato tutti coloro che hanno organizzato la cerimonia.  Presente all'evento il nostro Presidente Giovanni Ruzzier che ha portato alla dott.ssa Garibaldi il saluto di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta.   Details...

Salviamo i Marò AMICI DI "RINNOVAMENTO NELLA TRADIZIONE" VI INVITO A RIPRODURRE L'ALLEGATO VOLANTINO ED A LASCIARLO NEI BAR, NEI LUOGHI DI INCONTRO OPPURE A FARE VOLANTINAGGIO SULLA PUBBLICA VIA. MOBILITIAMOCI TUTTI PER RIPORTARE IN PATRIA I NOSTRI SOLDATI, SENZA SE E SENZA MA. GIOVANNI RUZZIER – PRESIDENTE     Details...

REGGIO EMILIA E VITTORIO EMANUELE II Il Socio Onorario di "Rinnovamento nella Tradizione" ANTONIO FORMENTINI ci ha inviato il seguente articolo,  a firma di Cosimo Pederzoli, apparso in cronaca  Reggio Emilia de "Il Resto del Carlino" del 17 marzo 2012, che riportiamo integralmente:"""IL CASO AD UN ANNO DALLA SCOPERTA IL COMUNE NON HA FATTO NIENTE. LA PIAZZA RESTA DEDICATA AL RE. Paradossale: Prampolini resta "abusivo" dopo più di 60 anni.Il 14 febbraio 2011, il monarchico Antonio Formentini, 73 anni, si recava all'ufficio toponomastica per chiedere spiegazioni. Perchè piazza del Duomo porta il nome di Camillo Prampolini, quando la vera intitolazione è "Vittorio Emanuele II?" Osservazione che, un anno fa, aveva spiazzato l'ingegnere Daniele Pecorini, dirigente del Servizio edilizia del Comune. Formentini allora come oggi ha formalmente ragione:manca una delibera comunale per il cambio di intitolazione.Il 15 febbraio dell'anno  scorso dall'Ufficio toponomastica hanno dichiarato che ""il problema verrà risolto a breve, tramite una delibera della Giunta. Delibera che non dovrebbe tardare."" Ma quando pochi giorni fa, il cavalier Formentini, si è recato all'ufficio per chiedere nuove informazioni, nulla era cambiato. ""Non è stato fatto niente -osserva il monarchico - e non è stata accolta la mia richiesta di inserire una targa che ricordi il primo Re d'Italia:Vittorio Emanuele II.""FORMENTINI non chiede infatti di togliere le insegne intitolate a Camillo Prampolini, ""se ufficialmente la piazza porta ancora il nome del Re, vorrei che fosse inserita una targa per ricordarlo, di fianco a quella del noto socialista."Il problema era già stato sollevato nel lontano 1962, sempre da Formentini che all'epoca guidava la sezione reggiana dell'Unione Monarchica Italiiana.""L'assessore delegato, un certo Galaverni - ricorda il  monarchico - ha constatato che legalmente nessuno ha proceduto a formalizzare il cambio di intitolazione. Oggi, nel 2012, siamo nella stessa situazione."" E pensare che la targa "Camillo Prampolini" è stata inserita nel 1947. Per modificare il nome di una via, come di una piazza, c'è bisogno del consenso della Prefettura. Questa autorizzazione insieme ad una delibera comunale sono i passaggi mancanti per "regolarizzare" il nuovo nome(anche se da più di 60 anni) di piazza Prampoilini:  Details...

151°Anniversario 151°Anniversario  della proclamazione del Regno d'Italia Centocinquantuno anni or sono, il 17 marzo 1861, nasceva il Regno d'Italia. Il sogno di tanti patrioti e di un popolo diveniva realtà. L'Italia, grazie al Re Vittorio Emanulele II, a Camillo Benso conte di Cavour, a Giuseppe Garibaldi ed a Giuseppe Mazzini era finalmente una ed indipendente. Con la liberazione del Veneto nel 1866 e l'occupazione di Roma nel 1870 si stava per concludere il processo di unificazione. Rimaneva ancora sotto il dominio austriaco Trento e Trieste. Il 4 novembre 1918 anche questo ultimo lembo di terra italiana entrava a far parte del Regno. Giova ricordare che il primo governo del Regno  vide nei vari ministeri una distribuzione regionale per il tentativo di dare una dimensione italiana al nuovo governo. Ricordiamo, in questa occasione, la sua composizione: Cavour assunse per se la carica di Primo Ministro, Ministro degli Esteri e della Marina, il bolognese Carlo Minchetti al Ministero degli Interni,  il piemontese Giovanni Battista Cassinis al Ministero di Grazie e Giustizia, il siciliano Giuseppe Natoli al Ministero dell'Agricoltura, l'emiliano Manfredo Fanti al Moinstero dell Guerra, il banchiere livornese Pietro Bastogi al Ministero delle Finanze, il toscano Ubaldino Peruzzi ai Lavori Pubblici, il napoletano Francesco de Sanctis al Ministero dell'Istruzione ed il napoletano Vincenzo Niutta  M;inistro senza portafoglio. In occasione della presentazione del Governo alle Camere, Cavour  sostnene che solo Roma poteva essere la Capitale d'Italia e che la sua liberazione era  necessaria per cementare l'unità nazionale.   Details...

Bologna: intitolazione Reale  Il Comune di Bologna - Quartiere Santo Stefano - così ci scrive:  "Il Comune di Bologna, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni della proclamazione del Regno d'Italia ha provveduto a restaurare alcuni monumenti di personaggi chiave del Risorgimento. Nell'occasione è stato deciso di intitolare a Vittorio Emanuele II la piazzetta difronte al suo monumento equestre restaurato, essendo la città priva di un toponimo che lo riguardi dopo la rimozione della statua dalla piazza maggiore di Bologna che portava il suo nome. Si tratta di un avvenimento significativo per la città.Testimone dell'evento sarà Anita Garibaldi, pronipote del Generale Giuseppe Garibaldi, discendente di uno dei personaggi che fecero l'Italia, amato dai cittadini bolognesi".All'evento è stato invitato il nostro Presidente Giovanni Ruzzier che sarà presente alla cerimonia.  Details...

Roma 16 marzo 2012   Details...

Ricordando S.M. Re Umberto II Il 18 marzo 1983 S.M. il Re Umberto II lasciava questa terra per raggiungere la pace del Signore. A distanza di 29 anni dalla Sua morte lo ricordiamo a noi stessi ed agli immemori. Sua Maestà in una intervista disse: “Un Re ha il dovere storico e dinastico di abdicare solo a favore di un altro Re e mai di una repubblica”. Sua Maestà tenne fede a questo principio, visse e morì da Re. A distanza di 29 anni molto è stato scritto sul suo conto, sempre con rispetto e senza acredine. Luciano Regolo nel suo libro “Il Re signore” conclude la biografia dell’ultimo Sovrano d’Italia con una frase emblematica. “Umberto è morto da signore, da vero signore…” A noi, agli Italiani tutti, altro non rimane che sperare in un atto di giustizia riparatrice: la sua sepoltura nel Pantheon unitamente alle salme dei Sovrani ancora sepolti in terra straniera.          Details...

Nyeri (Kenya) 3 marzo 2012 Nel 70mo Anniversario della morte di S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta, la Real Casa di Savoia ha organizzato una solenne funzione commemorativa, al Sacrario Italiano di Nyeri, per ricordare la fulgida e generosa figura del Grande Soldato.   Il 3 marzo 2012 sono quindi convenuti, da varie parti del mondo, Autorita’ Diplomatiche, Religiose, Civili e Militari, Associazioni d’Arma ed italiani residenti in Kenya: tutti per onorare, insieme ai familiari del Defunto, la di Lui memoria. A rappresentare la Famiglia Reale erano presenti S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia-Duca d’Aosta – Capo della Real Casa di Savoia; S.A.R. e I. l’Arciduca Lorenzo d’Austria-Este – Principe Imperiale d’Austria, Principe Reale d’Ungheria e Boemia e Principe del Belgio; S.A.R e I. l’Arciduchessa Maria Beatrice d’Austria-Este – S.A.R. Padre Alessandro Borbone-Due Sicilie; S.A.R. il Principe Alfonso di Borbone-Due Sicilie.  WWW.CROCEREALEDISAVOIA.IT - WWW.REALCASADISAVOIA.ORG   Details...

Notizie - Attualità - Cultura

Cavalieri di Sant'Antonio di Lisbona   Details...

E' nata l'erede al trono di Svezia   Details...

Budapest 21 gennaio 2012   Details...

La Lezione spagnola   Details...

Tirana 3 dicembre 2011   Details...

Sovranità monetaria e democrazia   Details...

Caceres (Spagna) 22 novembre 2011   Details...

Isola (Slovenia)18 Novembre 2011   Details...

Zonderwater (Sudafrica) 6 novembre 2011   Details...

Bucarest 25 ottobre 2011   Details...

La Regina Elisabetta II in Australia   Details...

Londra 21 ottobre 2011   Details...

Salvate i cristiani in Egitto   Details...

Romania 2011: il discorso della Corona   Details...

Il Liechtenstein respinge con un referendum l’aborto   Details...

GEORGE FRIEDRICH di Prussia sposera' il 27 Agosto 2011 SOPHIE D'ISEMBURG   Details...

Film storico su Giovanna D’Arco ritrovato nella filmoteca vaticana   Details...

Al servizio dei popoli convertiti al Vangelo   Details...

Muore Otto, l'Asburgo che ha vissuto per l'Europa   Details...

Programma delle celebrazioni esequiali dell'Arciduca Otto d'Asburgo   Details...

4 Luglio 2011: morto Ottone d' Asburgo   Details...

Anche in Svizzera i silenziosi della Chiesa non fanno rumore   Details...

La rifondazione dell’Europa comincia dall’Ungheria?   Details...

In Montenegro torna il re, ma senza corona   Details...

800° anniversario della cattedrale di Notre-Dame di Reims   Details...

AUGURI!!!   Details...

Nozze reali, nostalgia di un mondo ordinato   Details...

Condoglianze   Details...

Morte di S.A.I.R. la Principessa Teresa d'Orléans e Bragança   Details...

Roma, 1° maggio 2011   Details...


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GRECIA:AMEDEO D'AOSTA, DA UE TANTE ROAD MAP NESSUN PROGRAMMA
Scritto da Administrator   
Friday 18 May 2012

Roma, 16 maggio (Adnkronos)

""Tante road map, nessun programma..........preciso"". Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, greco per parte di madre, la principessa Irene, definisce "senza uscita almeno per il momemto" la situazione politica in cui si trova la Grecia, "paese -  dice - che amo quanto l'Italia".

"Ci sono troppi partiti - sottolinea - anzi direi troppe fazioni. E tutte incapaci di mettere da parte i loro interessi in un momento in cui invece dovrebbero fare quadrato in nome del bene comune. Anche per questo motivo finora la Grecia, storicamente terra di esasperazioni, ha avuto una dittatura di destra, un partito comunista tra i più accesi d'Europa, una famiglia reale troppo nordica, non è riuscita a respingere gli assalti politici ed economici di paesi come la Germania e la Francia, che sono persino riusciti a imporre ad Atene l'acquisto di armamenti provenienti dai loro arsenali, strumentalizzando una fantomatica minaccia turca. Così come, a questo punto, vorrebbero liberarsene, inducendola a uscire dall'eurozona. Cosa che invece,  come ci dicono gli ultinmi sondaggi, la stragrande maggioranza dei greci, il 70%, non vuole affatto."

 

Ultimo aggiornamento ( Friday 18 May 2012 )
 
GRECIA:AMEDEO D'AOSTA, DA UE TANTE ROAD MAP NESSUN PROGRAMMA
Scritto da Administrator   
Friday 18 May 2012

Roma, 16 maggio (Adnkronos)

""Tante road map, nessun programma..........preciso"". Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, greco per parte di madre, la principessa Irene, definisce "senza uscita almeno per il momemto" la situazione politica in cui si trova la Grecia, "paese -  dice - che amo quanto l'Italia".

"Ci sono troppi partiti - sottolinea - anzi direi troppe fazioni. E tutte incapaci di mettere da parte i loro interessi in un momento in cui invece dovrebbero fare quadrato in nome del bene comune. Anche per questo motivo finora la Grecia, storicamente terra di esasperazioni, ha avuto una dittatura di destra, un partito comunista tra i più accesi d'Europa, una famiglia reale troppo nordica, non è riuscita a respingere gli assalti politici ed economici di paesi come la Germania e la Francia, che sono persino riusciti a imporre ad Atene l'acquisto di armamenti provenienti dai loro arsenali, strumentalizzando una fantomatica minaccia turca. Così come, a questo punto, come ci dicono gli ultinmi sondaggi, la stragrande maggioranza dei greci, il 70%, non vuole affatto."

 

 
Lutto in Casa Savoia Aosta
Scritto da Administrator   
Thursday 17 May 2012

di Francisco Fernandez Acedo Pereira
Consigliere Nazionale e Delegato per il Portogallo e la Spagna di “Rinnovamento nella Tradizione

http://docelinajes.blogspot.com.es/2012/05/luto-en-la-casa-saboya-aosta.html?

 

Sabato scorso è deceduta a Torino, dopo una lunga e sofferta malattia, munita dei conforti religiosi, Donna Rosanna di Paternò di Reggiovanni - Bellardo e Ferraris, Contessa di Prades e Baronessa di Spedalotto, madre di S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia.

Nata nel 1927 da una nobile famiglia piemontese, si sposò con Don Vincenzo Paternò Ventimiglia, marchese di Reggiovanni, Conte e Barone di Spedalotto(1923-1987), membro di una delle più antiche e nobili famiglie d’Italia, discendente diretto della Reale Casa d’Aragona e attraverso i Ventimiglia degli Imperatori di Bisanzio, imparentato con il lignaggio più illustre del Mezzogiorno d’Italia.

Da questo matrimonio è nata S.A.R. Silvia Ottavia Costanza Maria Paternò di Spedalotto dei Marchesi di Reggiovanni che, nel 1987 si sposò con S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta.

La vita di Donna Rosanna è trascorsa tra il Piemonte, la Sicilia - patria di suo marito - la Toscana e Roma, vivendo una vita tranquilla dedita ad attività caritatevoli e sociali ed alla causa monarchica.

Il cordoglio della Santa Sede,di tante persone dall’Italia e dall’estero, e dalle Case Reali con le quali è strettamente legata la Casa Savoia Aosta è stato unanime.

E’ il caso di ricordare che il Principe Amedeo è figlio di Irene di Grecia, cugino del Re di Spagna, di Grecia, d’Inghilterra, di Bulgaria, di Danimarca, dei Principi di Prussia e dei Granduchi di Russia,del Conte di Parigi e del Duca di Calabria.

Il suo erede Principe Aimone ed i discendenti conservano per diritto storico un legame con la Corona di Spagna, alle vecchie leggi, come discendenti dell’Infanta Donna Luisa Fernanda di Borbone, nonchè in linea diretta, quella di Amedeo di Savoia Re di Spagna.

Il funerale della Nobildonna sì è svolto lunedì 14 maggio 2012 nella Chiesa dell’Annunziata a Torino. La celebrazione eucaristica è stata officiata dal Rettore della Basilica, alla presenza della Famiglia Reale di Savoia Aosta, di membri della nobiltà e della società italiana, di una rappresentanza dell’Ordine di Malta, della Croce Rossa Italiana e delle istituzioni legate alla Casa Savoia ed alla sua segreteria, con la rappresentanza di “Rinnovamento nella Tradizione”, guidata dal Segretario Nazionale e da numerosi monarchici che riconoscono le LL.AA.RR. e la persona del Principe Amedeo come Capo di Casa Savoia.

Alla fine della cerimonia religiosa, la Principessa Silvia ha ringraziato personalmente tutti i presenti, per le manifestazioni di cordoglio ricevute.Tra i fiori che accompagnavano il feretro un omaggio di “Rinnovamento nella Tradizione” con rose bianche e rosse in riferimento allo scudo di Savoia.

La sepoltura della Salma ha avuto luogo in forma strettamente privata a Castiglion Fibocchi (AR).

 


Ultimo aggiornamento ( Thursday 17 May 2012 )
 
In difesa dei cristiani
Scritto da Administrator   
Thursday 17 May 2012

L'appello de l'Occidentale

AL PROSSIMO G8 L'ITALIA LEVI LA SUA VOCE A DIFESA DEI CRISTIANI

Non passa giorno senza che non ci pervengano notizie sulle persecuzioni contro i cristiani nel mondo. Barbari attentati durante celebrazioni rituali cristiane, legislazioni punitive nei confronti delle minornze cristiane, persecuzioni indiscriminate e disumane. Non più tardi di due domeniche fa, tra il Kenya e la Nigeria, ventuno persone hanno pagato con la vita l'appartenenza alla fede di Cristo.

Crediamo sia urgente raccogliere l'invito che arriva da molte parti a che l'Italia assuma un ruolo di primo piano nella denuncia, presso i maggiori organismi internazionali e intergovernativi - dalle Nazioni Unite, passando per il Consiglio Europeo, fino al G20 e al G8 -, dell'odio anticristiano.

Spesso il  mondo musulmano, nella sua declinazione di ummah, di comunità islamica transfrontaliera, ha dato prova di sapere reagire, non sempre a ragione, a quelli che erano percepiti come attacchi verbali e fisici al proprio credo e ai propri fratelli, raccogliendo il sostegno dell'Onu. Ci pare urgente che l'Occidrente ritrovi un forte senso della comune identità cristiana, anche attraverso un'azione di governo corale a livello internazionale gia a partire dal prossimo G8 di Camp David.

Siamo convinti che, in continuità con l'attenzione dimostrata su questo fronte dal precedente governo, tocchi all'attuale esecutivo italiano - anche alla luce dell'esistenza entro i confini naturali dell'Italia di Santa Romana Chiesa e del forte senso di adesione degli Italiani ai valori cristiani - farsi portavoce di un'iniziativa di politica estera che declini una strategia d'ampio respiro diplomatico, presso tutti i governi del mondo, sopratutto quelli dei paesi a maggioranza musulmana, laddove più frequentemente si manifesta l'arbitraria violenza anti-cristiana.

Crediamo infine che il valore dela reciprocità in materia di trattamento delle minoranze religiose sia cemento indispensabile nelle relazioni tra le genti e i governi, sopratutto in un mondo destinato a essere sempre più interdipendente.

L'Occidente cristiano dà prova ogni giorno d'accettare la sfida politica del rispetto interreligioso nelle proprie società e nelle proprie terre. Lo fa talvolta anche pagando il costo di mutare in profondità e in poco tempo identità nazionali e religiose nate da esperienze storiche plurimillenarie. E' giunto il tempo che il resto drel mondo faccia la sua parte.

Questo appello è apparso sulla versione cartacea  del quotidiano "L'Avvenire" di domenica 13 Maggio 2012. Chiunque voglia aderire a questo appello può mandare una e,mail a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo indicando nome, cognome e città.

Ultimo aggiornamento ( Thursday 17 May 2012 )
 
La scomparsa di Donna Rosanna di Paternò
Scritto da Administrator   
Saturday 12 May 2012

E' scomparsa, a Torino, Donna Rosanna Paternò di Regiovanni, Bellardo e Ferraris, Marchesa di Regiovanni, Contessa di Prades e Baronessa di Spedalotto, madre di S.A.R. la Principessa Silvia di Savoia.

Appresa la triste notizia, "Rinnovamento nella Tradizione",

nelle persone del Presidente Onorario Piero Carlo de Fabritiis, del Presidente Giovanni Ruzzier, del Vicepresidente Mariano Torre, del Segretario Nazionale Fabrizio Nucera, dei Consiglieri Nazionali, dei Coordinatori regionali, dei Delegati Esteri, ed anche a nome di tutti gli aderenti al Movimento,

desiderano

essere spiritualmente vicini a S.A.R. la Principessa Silvia  in questo tragico momento,

formulando per la Sua Famiglia viva partecipazione ed  il più sentito cordoglio.

Il rito funebre avrà luogo a  Torino, lunedì 14 maggio 2012, alle ore 10.30 nella Chiesa dell'Annunziata in via Po di Torino. 

Ultimo aggiornamento ( Sunday 13 May 2012 )
 
Ricordo del Generale Chiti
Scritto da Administrator   
Thursday 03 May 2012

GIANFRANCO CHITI - UN UOMO, UN SOLDATO, UN FRATE.

La Sezione di Pesaro-Urbino dell'Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna ricorderà il 5 e 6 maggio a Pesaro la figura di Gianfranco CHITI, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, Generale e poi Frate Cappuccino. Il programma prevede per sabato 5 maggio una conferenza   sul tema "L'insegnamento di Gianfranco Chiti" presso la Sala del Consiglio Provinciale "Adele Bei", mentre domenica 6 maggio, dopo la celebrazione drlla S.Messa, seguirà una visita al Camposanto Centrale per un omaggio ai Caduti di tutte le guerre ed alla tomba di Padre Gianfranco Chiti.

Gianfranco Chiti nasce a Cinese(NO) il 6 maggio 1921. Trascorre la sua giovinezza a Pesaro, dove il padre Giovanni, violinista di fama internazionale,insegna presso il Conservatorio Pedrotti. Non ancora quindicenne frequenta il Collegio militare di Roma per poi entrare nell'Accadermia Militare di Modena, allievo del corso contraddistinto dal nome:"FEDE". Esce con il grado di Tenente e viene assegnato al 3°Reggimento Granatieri di Sardegna. 

Dopo lo scoppio della seconda Guerra Mondiale, Chiti è ufficiale combattente sul fronte graco-albanesee poi sul fronte russo dal giugno 1942 all'aprile 1943, inquadrato nel 32°Battaglione controcarro autocarrato Granatieri di Sardegna. E' con questo Reparto che vive la tremenda ritirata di Russia. Ferito più volte, per il suo comportamento meriterà una Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione:

"""Comandante di plotone cannoni da 47/32 attaccato da ingenti forze nemiche respingeva più volte col tiro preciso dei suoi pezzi le masse avversarie attaccanti, cagionando loro perdite gravissime.Esaurite le munizioni e ricevuto dal proprio Comandante di reparto l'ordine di ripiegare con i resti della Compagnia su posizione prestabilita e trovata la strada sbarrata da superiori forze avversarie, munite di numerose armi automatiche, si metteva alla testa di un animoso gruppo, le attaccava decisamente con bombe a mano, e le metteva in fuga, dopo averle decimate, aprendo la via al proprio reparto e facilitando il movimento delle altre forze che seguivano.

Ansa di Verch Mamon (fronte russo)16 dicembre 1942."""

Durante la ritirata riporterà il congelamenro di un arto, salvato a stento dall'amputazione. Rientrato in Italia, dopo una parentesi come istruttore in Somalia degli ufficiali del neo costituito corpo di Polizia somalo, presta servizio presso il 1° Reggimento Granatieri a Roma ed a Civitavecchia dove, da Comandante del IV Battaglione stabilisce un indissolubile legame con i granatieri del suo reparto in ogni ordine di grado. Passa poi a comandare la Scuola Sottufficiali di Viterbo fino al congedamento per raggiunti limiti di età nel grado di Generale di brigata.

Può,  a questo punto, coronare l'aspirazione della sua vita: entra come novizio nel convento francescano dei Cappuccini di Rieti dove prende i voti e celebra la sua prima Messa. Avrebbe desiderato partire per l'Africa come missionario ma, obbedisce all'Ordine e si dedica al ripristino di un convento in stato di completo abbandono ad Orvieto. I  gravosi impegni quotidiani cui si sottopone, alla lunga, logorano il suo pur robustissimo fisico. Nel luglio 2004 viene ricoverato, a seguito di un incidente, all'Ospedale di Orvieto e, subito dopo,  all'Ospedale Militare del Celio a Roma, dove i sanitari constatano con dolore il suo stato di completa consunzione. Assistito amorevolmente, cesserà di vivere il 20 novembre dello stesso anno e le sue spoglie verranno  tumulate nerlla Cappella di famiglia nel Camposanto di Pesaro.

L'Associazione Granatieri di Pesaro ha invitato alle cerimonie il nostro Presidente Giovanni Ruzzier, che ha confermato la sua presenza.

Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
 
L'ultimo Ministro della Real Casa
Scritto da Administrator   
Wednesday 02 May 2012

Ricordo di S.E. Falcone Lucifero -

ultimo Ministro della Real Casa

nel quindicesimo anniversario della scomparsa

 

Il 2 maggio 1997 moriva a Roma, alla veneranda età di 99 anni, Sua Eccellenza il Ministro della Real Casa Marchese Falcone Lucifero.

Dal 1944 e fino alla morte di S.M. Re Umberto II, avvenuta il 18 marzo 1983, Egli svolse con piglio energico le mansioni che Sua Maestà gli aveva affidato. Fu inviso a molti monarchici per il suo essere socialista, e per considerare anacronistiche le etichette di corte. Amava ricordare quanto gli disse Sua Maestà: ““Noi andiamo d’accordo, libertà individuale e giustizia sociale è anche il mio motto”.

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(immagini di repertorio alla presenza di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia Aosta)

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Durante il Ventennio non aveva svolto alcuna attività politica. Al fianco di Sua Maestà seguì gli avvenimenti più importanti di quel periodo e si spese nel corso della campagna per il referendum istituzionale non risparmiando severe critiche al governo De Gasperi.

Dopo la partenza del Re per l’esilio, Egli lo rappresentò degnamente in tante manifestazioni e cerimonie, liete e tristi, spesso portando conforto ed aiuti finanziari che Sua Maestà non faceva mai mancare agli Italiani bisognosi.

Affermava: “”finchè avrò vita continuerò a lottare e a sperare che venga rimossa la vergognosa XIII disposizione transitoria della Costituzione”” e la morte lo colse due giorni dopo la presentazione del disegno di legge che abrogherà l’esilio per i discendenti maschi della Dinastia sabauda.

A quindici anni dalla scomparsa di Falcone Lucifero rimane il ricordo e le opere che ha scritto per rimembrare agli Italiani non immemori la bontà dell’Istituto monarchico.

Ho avuto modo di conoscerlo personalmente, di godere della sua stima e della sua benevolenza. Un motivo in più per ricordarlo.

Giovanni Ruzzier - Presidente RnT

Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
 
Rimini 2 maggio 2012
Scritto da Administrator   
Wednesday 02 May 2012
Incontro con il Prefetto.
 
ll nostro Presidente Giovanni Ruzzier, al seguito del Nucleo Volontariato e Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia di Rimini, di cui fa parte,  è stato ricevuto in udienza da S.E. il dott. Claudio Palomba, nuovo Prefetto di Rimini, portando al Prefetto il saluto di "Rinnovamento nella Tradizione"  e, quale Delegato, il saluto  dell'Unione degli Istriani - Libera Provincia dell'Istria in Esilio e dell'Istituto per la Guardia d'Onore alle reali Tombe del Pantheon. 
Ruzzier ha donato al Prefetto un libro sulla storia di Rimini.
La fine dell'incontro è stata sugellata da una forte stretta di mano e la fotografIa di rito. 
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 May 2012 )
 
Il Comandante Giorgio Zanardi non c'è più
Scritto da Administrator   
Sunday 29 April 2012

Il Comandante Giorgio Zanardi ci ha lasciati! Nel dicembre 2008 la Città di Ferrara gli ha tributato un riconoscimento a firma del Sindaco G.Sateriale, con  la seguente motivazione :""La Città di Ferrara rende onore al Comandante Giorgio Zanardi, Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro, un soldato, un italiano, un resistente, per i meriti acquisiti al servizio della propria città, della Marina, della Patria"".

Il Comandante fu un soldato senza macchia. Servì la Patria con onore e,  dopo l'8 settembre 1943,  decie di continuare a servire la Bandiera di sempre e di rimanere fedele al giurametno prestato a Sua Maestà il Re. Si dirà, uno dei tanti;  sì, uno dei tanti ma di quella schiera di uomini che diedero tutto, che spesero ogni loro risorsa perchè la Patria potesse risorgere. Decorato di due Medaglie d'Argento al Valor Militare, fu sempre in prima linea anzi, di più, perchè dopo l'8 settembre attraversò più volte il "confine" tra il Regno del Sud e la Repubblica Sociale Italiana, per mantenere le fila dei resistenti contro l'occupatore nazista. Di Lui, come ti tanti altri "resistenti" ancora oggi non si parla,  perchè il 25 aprile viene considerato solo e solamente appannaggio di una schiera di partigiani, politicamente schierati,  che avrebbero voluto l'Italia succube della dittaura comunista.

Scrisse, nel 2000, l'Ambasciatore Sergio Romano su "Il Corriere della Sera": ""Il caso Zanardi ricorda agli storici quante trame siano state tessute e quante iniziative individuali siano state prese nei mesi caotici fra il settembre 1943 e l'aprile 1945. Gli autori  di queste memorie hanno alcuni caretteri comuni. Sono borghesi, fortemente nazionali (se non nazionalisti), monarchici, indignati dalla sventatezza con cui Mussolini ha gettato il Paese nella Guerra, decisi a non combattere nelle formazioni della  Repubbkica sociale....... Anzichè scegliere le brigate partigiane di ispirazione comunista, socialista o repubbllicana, hanno cercato di combattere o resistere in un modo conforme alla loro formazione culturale e all'orizzonte sociale da cui provengono. Hanno fatto insomma una Resistenza anomala, "borghese" e cavalleresca, quella che nelle scelte canoniche è relegata in qualhe nota a piè di pagina. Hanno scritto le loro memorie perchè temeno che di questa guerra e di queste personali  esperienze scompaia, quando loro se ne saranno andati, persino il ricordo.""

Noi sosteniamo che la figura del Comandante Giorgio Zanardi, pluridecorato al Valor Militarre, Presidente Emerito dell'Istiuto del Nastrro Azzurro, rimarrà nella Storia della nostra amata Patria: l'Italia. 

Alla Famiglia del Comandante Giorgio Zanardi S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia ha inviato un telegramma di cordoglio..

Giovanni Ruzzier - Presidente RnT

Ultimo aggiornamento ( Monday 30 April 2012 )
 
25 aprile - Festa della Liberazione
Scritto da Administrator   
Wednesday 25 April 2012

MESSAGGIO DI S.A.R.IL PRINCIPE EREDITARIO UMBERTO DI SAVOIA, LUOGOTENENTE GENERALE DEL REGNO E PRINCIPE DI PIEMONTE.

Combattenti della Guerra di Liberazione!

A Voi, nell'Annuale della Liberazione, torna l'animo riconoscente e memore dei cittadini. Allorchè tutto sembrava perduto, Voi mostraste cosa possano l'amore per la Patria e la fede nel suo avvenire.

E, con il Vostro eroismo, avete arricchito l'epopea italica di nuove gesta. Rapidamente riordinati, i soldati di una guerra pur sempre eroicamente combattuta tornarono primi all'attacco; i marinai continuarono a tener alta sul mare la Bandiera mai  ammainata, gli aviatori ripresero con l'antico sprezzo della morte, i combattimenti nel cielo, a tutti affiancandosi con fraterna gara di patriottismo, di dedizione e di audacia, i partigiani che ben sapevano di coinvolgere nella lotta anche le loro famiglie.

Queste forze vive ed eroiche diedero alla vittoria delle potenti armi alleate un contributo ogni giorno più evidente e sicuro, ogni giorno più lealmente riconosciuto.

Quando un popolo in così aspro travaglio non cede di fronte alla immensità della sciagura ed alla avversità del destino, ma trova nelle fibre profonde della stirpe il coraggio per non disperare e la forza per lottare ancora, quel popolo può alzare la fronte davanti a tutto il mondo e affermarsi degno di un migliore avvenire.

E questo l'Italia lo deve a Voi, soldati, marinai, avieri e partigiani.   La Patria  vi ringrazia.

Viva l'Italia                                                                                                                                       

                                                                                                                                                                        UMBERTO

                                                                                                                                                               

Ultimo aggiornamento ( Monday 30 April 2012 )
 
Amministrative 2012 – Cambiare si può…
Scritto da Administrator   
Monday 23 April 2012

di Sergio Giacalone

Riflessioni sulla più anomala fra le competizioni elettorali.

Le elezioni amministrative sono una competizione in cui la politica, intesa in senso “nobile” (requiescat…), ha sempre avuto un low profile. Lo stretto legame fra l’elemento umano e il territorio da governare, le conoscenze dirette, i legami parentali, il possibile coinvolgimento di interessi personali rende questo tipo di consultazione politica la meno “politica in senso proprio” (e la più “politica in senso comune”!), al punto da tenersene scarsissimo conto nelle statistiche elettorali nazionali. Oggi poi, che la politica tradizionale ha perduto quasi del tutto (e forse definitivamente) il suo appeal, le elezioni volte al rinnovo degli enti locali sembrano assumere sempre di più e soltanto lo status di straordinario laboratorio antropologico, capace di svelare potenzialità etiche che solo il “soggetto candidato” è in grado di esprimere in modo così intenso. Tutto ciò, infine, assume un delizioso sapore parossistico se affrescato dalle straordinarie pennellate di colore che solo il meridione d’Italia sa offrire.

Per valutare i servigi resi dalle elezioni amministrative al tessuto socio-culturale italiano e, nella fattispecie, meridionale, dobbiamo partire da una considerazione elementare: le campagna elettorale in una piccola cittadina del sud serve innanzitutto a recuperare il senso della famiglia, nel senso più ampio che si possa intendere. Nel breve (ma intenso) periodo dedicato alla raccolta dei consensi, infatti, è abbastanza frequente che ti si svelino consanguinei di cui mai avresti sospettato né l’esistenza né tantomeno la passione politica; parenti di ogni ordine e grado che ti fanno rivivere i fasti della gloriosa famiglia patriarcale: i gradi di parentela si sommano, si moltiplicano, fino ai cugini di 7°/8° grado, come si trattasse dei gradi della scala Richter… Ma attenzione: nell’urna elettorale le parentele, se non sottoposte a un vaglio razionale, possono provocare danni anche peggiori di quelli di un terremoto…

E poi ci si bacia.

Già noi meridionali ci baciamo molto, indipendentemente dal reciproco sesso e da specifiche occasioni. Verosimilmente ci baciamo più di quanto il bon ton permetta; ma in fondo si tratta dell’espressione di un calore, di un’esuberanza che non riusciamo a contenere e alla fine è un nostro tratto distintivo. Durante la campagna elettorale, però, il bacio diventa una pratica ossessiva, un’attività capace di impegnare il candidato locale per buona parte della sua giornata tipo. Ti si avvicina guardandoti fisso; il suo sguardo esprime voluttà, desiderio di conquista, libidine. Poi ti tira a sé stringendoti la mano con forza maschia e quindi… ti bacia! Le sue labbra ti si stampano sulle guance con una maestria che più che al capocosca nella cerimonia di affiliazione ti fa pensare ad uno che sta sfogando i suoi istinti nascosti e/o repressi… Ma intanto, attraverso quel bacio, lui, il candidato, è certo di aver iscritto un’ipoteca sulla tua volontà da elettore, che ricambierà con la preferenza il piacere ricevuto da quel bacio tanto ben assestato.

Con queste premesse esprimere liberamente la propria volontà nel seggio elettorale non è facile, considerata anche la selva di candidature che normalmente ciascun grande - medio centro del sud italia esprime ad ogni tornata. Cadere nell’errore è quanto mai facile ed è forse il motivo che ha impedito a tante città meridionali di “svelarsi”nella loro bellezza e a noi di erigere il basamento di quella straordinaria costruzione chiamata democrazia. Perché se il meccanismo della partecipazione responsabile si inceppa già a partire dagli enti locali è certo che l’edificio democratico, quello vero e maestoso, rimarrà una chimera.

Un consiglio comunque mi sento di darlo. Esiste una discriminante che può tornare d’aiuto quando il povero elettore, confuso fra favori, baci e parentele, non sa a quale cognome vorrebbe garantire il gettone di presenza alle sedute del Consiglio Comunale: basta ipotizzare che un giorno un inviato de Le Iene si posizioni fuori dalla porta del massimo consesso civico e rivolga ai signori consiglieri delle domande, non dico sulla storia del risorgimento, ma sulla storia della propria città, sulle sue origini, sulle funzioni municipali, sul ruolo del consiglio comunale. Vorreste voi che il candidato da voi prescelto si trovi nell’assai imbarazzante condizione di non saper rispondere o, peggio, di rispondere con emerite cavolate, com’è spesso capitato ai signori onorevoli (sic!) deputati e senatori della becera repubblica? No, mai! Allora pensiamoci, mentre veniamo pervasi dall’odore di cancelleria che emana dalla matita sapientemente appuntita e dalla scheda elettorale intonsa: un perfetto estraneo onesto, preparato e riservato vale mille parenti di ennesimo grado, pomicioni, ignoranti e sprovveduti.

Diceva un omino smunto con gli occhiali tondi: “noi dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere”. E il cambiamento inizia dal particolare.

Meditate gente, meditate… Perché l’Italia merita. Il Sud anche gli arretrati.

Ultimo aggiornamento ( Monday 23 April 2012 )
 
Messaggio del Prefetto di Rimini
Scritto da Administrator   
Monday 23 April 2012
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Ultimo aggiornamento ( Monday 23 April 2012 )
 
A SUA MAESTA' LA REGINA ELISABETTA II
Scritto da Administrator   
Saturday 21 April 2012

 Maestà, certo di interpretare il pensiero, il sentimento di tutti gli appartenenti a "Rinnovamento nella Tradizione - Libero Movimento per l'Italia"  desidero  farVi pervenire, pubblicamente,  nel giorno del Vostro 86esimo Genetliaco i nostri più fervidi auguri di lunga vita per il bene del Vostro Popolo che guarda a Voi  con la stessa certezza che Vi ha accolta Regina il 6 febbraio 1952.

Voglia Vostra Maestà annoverarci tra i Suoi fedeli sostenitori,  convinti come siamo bella bontà dell'Istituto manarchico che Vostra Maestà ha in questi 60 anni di Regno sapientemente dimostrato.

Con la massima deferenza. Giovanni Ruzzier - Presidente   Fabrizio Nucera - Segretario Nazionale

 

Ultimo aggiornamento ( Saturday 21 April 2012 )
 
Genetliaco di S.S.Papa Benedetto XVI
Scritto da Administrator   
Monday 16 April 2012
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Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
 
Tutti a casa !!!
Scritto da Administrator   
Monday 16 April 2012
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Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
 
Auguri per la Santa Pasqua
Scritto da Administrator   
Saturday 07 April 2012

UNITAMENTE AL SEGRETARIO NAZIONALE DOTT. FABRIZIO NUCERA DESIDERO FAR PERVENIRE A TUTTI GLI ADERENTI ED AI SIMPATIZZANTI DEL NOSTRO MOVIMENTO GLI AUGURI PIU'  FERVIDI PER UNA SERENA, FELICE SANTA PASQUA.

Giovanni Ruzzier - Presidente

Ultimo aggiornamento ( Monday 16 April 2012 )
 
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