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Umberto e Amedeo di Savoia Aosta |
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Sunday 29 January 2012 |
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Ci giunge con letizia da S.A.R. il principe Aimone di Savoia Aosta, l'immagine dei piccoli Principi Umberto ed Amedeo di Savoia Aosta - speranze d'Italia -che vogliamo condividere con i nostri soci amici e simpatizzanti. |
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Ultimo aggiornamento ( Sunday 29 January 2012 )
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29 gennaio1948 - 29 gennaio 2012 |
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Sunday 29 January 2012 |
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nel giorno del 64° anniversario della morte di S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, Duca d'Aosta, Padre di S.A.R.il principe Amedeo di Savoia Aosta.
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Ultimo aggiornamento ( Sunday 29 January 2012 )
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Saturday 28 January 2012 |
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Il 27 gennaio 2001 moriva S.M. la Regina Maria Josè di Savoia. A distanza di 11 anni dalla Sua scomparsa, inchiniamo, con deferente omaggio, il nostro Labaro alla Sua memoria. La Regina Maria Josè seppe affrontare con dignità tanti anni di iniquo esilio, fino a quando, nel 1988, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini pose fine all'ingiustizia, consentendole di rientrare in Patria. All'epoca visitò le città a Lei più care: Aosta, Torino, Venezia e Firenze. Un giorno disse:"Non devono aver paura di me. Io non sono una monarchica, sono soltanto una regina". Con questa frase Ella voleva rimarcare l'immagine della monarchia "super partes". Amava la musica, i libri, l'arte ed era una scrittrice di valore. Gradiva la compagnia di Amedeo di Savoia, Eroe dell'Amba Alagi e di Aimone, Duca di Spoleto. Fu una fiera oppositrice del nazismo e del fascismo, frequentando anche esponenti dell'opposizione antifascista per il tramite dell'allora Pro-Segretario di Stato vaticano Mons. Montini, futuro Papa Paolo VI.Tanti documenti della nostra storia nazionale, i Suoi diari sono depositati presso il British Museum di Londra e potranno essere consultati soltanto sett'anni dopo la morte.Non avremo mai l'opportunità di conoscere, fino in fondo, la nostra ultima, amata Sovrana. E' stata criticata da molti, specie quando accettò l'invito a pranzo al Cremlino da parte di Nikita Kruscev e per un ricevimento organizzato apposta per Lei, a Pechino, da Mao Tse Tung. E' stato Suo il desiderio di riposare accanto al Suo consorte S.M.il Re Umberto II nella Abbazia di Altcomba. Una nota personale: quando mi inchinai dinanzi a Lei, nel corso della cerimonia funebre di S.M. il Re Umberto II, presentandomi come profugo istriano, volle suggellare quel mio gesto di deferenza con una carezza, un ricordo questo che mi accompagnerà per tutta la vita. Auspichiamo che le Salme di tutti i nostri Sovrani sepolti in terra straniera possano, quanto prima, riposare in Patria nel Pantheon. Giovanni Ruzzier |
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 28 January 2012 )
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Tuesday 24 January 2012 |
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CAVOUR E IL MARE (IL PENSIERO LIBERISTA DEL 1° MINISTRO DELLA MARINA DEL REGNO D’ ITALIA) A CURA E GENTILE CONCESSIONE DELL'AMMIRAGLIO ANGELO MAINARDI, NOSTRO SOCIO
Il 6 giugno 1861, a 51 anni non ancora compiuti, Camillo Benso Conte di Cavour moriva a Torino a causa di quello che i medici di allora avevano diagnosticato come attacco improvviso e devastante di “febbre perniciosa”. Diremmo oggigiorno con le conoscenze mediche odierne, di “malaria”contratta nelle risaie di sua proprietà e mai curata efficacemente. La scomparsa prematura del Premier e Ministro dell’Agricoltura, Commercio e Marina suscitò un vasto e sincero cordoglio non solo in Italia, bensì in tutta Europa. Moriva in quel giorno un protagonista del Risorgimento italiano, che aveva portato in modo per niente facile e scontato alla formazione del Regno d’Italia, grazie alla sua opera costante ed illuminata di complessa tessitura politico-diplomatica. La sua carriera politica era iniziata nel 1849 con l’elezione alla Camera del Parlamento piemontese, un impegno che lo aveva assorbito completamente e per il quale non aveva risparmiato alcuna energia. |
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Ultimo aggiornamento ( Sunday 29 January 2012 )
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Saturday 28 January 2012 |
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Manifestación de ayer 21/01/2012 en Budapest, ante las imposiciones de la UE para que los magyares accedan a más recortes en su soberanía nacional. Se estima el número de participantes en más de 400.000 asistentes (Budapest tiene un 1.712.210 habitantes según Wikipedia). La manifestación era encabezada por una pancarta que decía; "No nos convertiremos en una colonia". Si è svolta una imponente manifestazione nel centro della capitale ungherese contro le politiche europee e la abnegazione da parte dei burocrati europei delle radici cristiane dell'Europa. |
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 28 January 2012 )
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Saturday 28 January 2012 |
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Presso il Centro Congressi “Torino Incontra”di via Nino Costa 8 a Torino si è svolta la presentazione del libro: DI MEDAGLIA IN MEDAGLIA Momenti di storia . Con gli Autori, Anna e Alessandro Cremonte Pastorello di Cornour, G. Giorgio Massara, intervengono: Massimo Centini, antropologo e scrittore, Renzo Rossotti, giornalista. Modera: Vittorio G. Cardinali, giornalista e storico. Partecipazione straordinaria di Mario Brusa, attore e regista. Nella medaglia la storia religiosa, artistica, civile e militare nazionale Tutto ebbe inizio nel 1970... Era l’occasione, irrinunciabile, per celebrare un anniversario importante che poneva in rilievo anni e anni di lavoro, nel rispetto di quei valori tradizionali posti alla base di un serio e costante impegno professionale: una medaglia per il centenario della fondazione dell’Istituto Cittadini dell’Ordine. Con sobrietà, ma senza rinunciare a ricorrere al saldo contributo del motto, del cartiglio e dei pochi ma essenziali simboli che fanno artistica l’opera numismatica, prendeva vita un’iniziativa culturale destinata a lasciare una traccia importante. Forse non pensata con tale portata nel 1970, ma certamente sbocciata gioiosamente nell’animata creatività della famiglia Cremonte Pastorello. Dopo un periodo di gestazione, dal 1976, l’Istituto Cittadini dell’Ordine ha così cominciato un’impresa di innegabile valore proponendo, ogni anno, una medaglia (coniata in argento e bronzo) per ricordare un anniversario che, con giusto equilibrio, celebra eventi e personalità ben note alla maggioranza, accanto ad altri eventi e personalità che forse sono ricordati da una più stretta cerchia di persone. Dalla presentazione di Massimo Centini …il fascino e l’alto valore simbolico della medaglia vera e propria, consolidato nei secoli, fece definitivamente decidere per il conio annuale di una medaglia, che i Cittadini dell’Ordine, forti dei loro 100 anni di ininterrotto servizio e divenuti così istituzione storica, avrebbero offerto a ricordo di un avvenimento o di un personaggio significativo della cultura e della storia patria, con particolare riferimento ai territori operativi del Corpo e alle vicende risorgimentali, militari e combattentistiche, delle quali i membri della famiglia e i componenti del Corpo dalle verdi mostrine erano stati per cinque generazioni protagonisti. I temi trattati sono molti e variegati, ma possiedono sempre il denominatore comune nelle radici culturali della storia religiosa, artistica, civile e militare nazionale, della quale, orgogliosamente, i Cittadini dell’Ordine si sentono non solamente componente effettiva, ma valorosi attori. Oggi, nel 150° Anniversario di proclamazione del Regno d’Italia, i Cittadini dell’Ordine di tutti i tempi, idealmente adunati all’ombra della loro secolare bandiera verdecrociata, guarnita della splendente Medaglia d’Argento al Valor Civile, dal lungo nastro tricolore, nel riconfermare la loro fedeltà ai valori cristiani, etici e patriottici, dei quali sono sempre stati convinti e disciplinati difensori, vogliono offrire ai loro «concittadini», questo catalogo «raccontato» che, nel descrivere le singole medaglie annuali, ordinarie e straordinarie, costituisca una piccola antologia faleristica la quale, non solamente per gli amatori, ma per tutti coloro che ancora sentano in cuore la dignità di popolo e la devozione alla propria appartenenza nazionale, rappresenti un breve, ma appassionato, memorandum di valori da non perdere |
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 28 January 2012 )
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Concordia: la nave della discordia |
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Saturday 28 January 2012 |
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Probabilmente la mia voce non troverà eco sulla stampa locale ma, consentitemi la presunzione, ho qualche cosa da dire a chi legge il giornale! La mia non vuole essere una posizione di facile critica o meramente un attacco ad personam. A 77 anni suonati, dopo aver comandato guardacoste di Nucleo Navale di Manovra ed aver svolto anche la carica di Comandante di Squadriglia Navale (orgogliosamente nel Corpo della Guardia di Finanza), faccio fatica a giustificare, come qualcuno sta facendo, il comportamento del Comandante del transantlantico "Costa Concordia" Francesco Schettino.In altri tempi, quando la marineria era una cosa seria ed i comandanti erano persone con la barba ed i capelli bianchi ed avevavo gli ....attributi a posto, che si abbandonavano sì alle serate di gala, senza però mai perdere di vista quello che succedeva in plancia comando, per un fatto del genere si sarebbero tolto la vita sparandosi un colpo in testa! Il Comandante Schettino che, vergognosamente, ha abbandonato la nave, il suo equipaggio e quello che conta di più tutti i passeggeri imbarcati e quindi sotto la sua diretta responsabilità è l'esempio del decadimento morale in cui stiamo precipitando. Il Comandante, lo scrivo con la "C" maiuscola NON abbandona mai la nave e, se del caso, stoicamente ed altrettanto responsabilmente si inabissa con essa. Sta scritto sul Palazzo della Civiltà e del Lavoro a Roma: ""Un popolo di poeti, di artisti, di eroi/ di santi, di pensatori, di scienziati/ di NAVIGATORI e trasmigratori"". Non è una immagine che voglio ricollocare ad un periodo storico: E' l'essenza del contenuto della scritta che ci richiama tutti, al di la di ogni convinzione politica, ad esserre cittadini degni di questo nome. Auguriamoci che di "schettini" sui nostri mari non se ne incontrino più e che la marineria italiana, che tanto ha da insegnare agli altri nel mondo intero, ritorni seranamente a solcare i mari per dare lustro alla Bandiera nazionale e piacere, cultura, svago a tutti i cittadini del mondo. Il Comandante Schettino va messo in galera! Un commosso, partecipe sentimento di affetto alle famiglie che hanno perso i loro Cari. Giovanni Ruzzier |
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 28 January 2012 )
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Wednesday 18 January 2012 |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 18 January 2012 )
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Messaggio del Presidente Ruzzier del 31.12.11 |
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Sunday 01 January 2012 |
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Messaggio di Fine Anno inviato dal nostro Presidente Giovanni Ruzzier inviato alle LL.AA.RR. Altezze Reali, senza facile ed inutile retorica, il 2011 sta per concludersi; mancano poche ore e, per questo, desidero esprimere il mio sentito ringraziamento per quanto le LL.AA.RR. sono state presenti , in questo anno, ai tanti eventi su tutto il territorio nazionale e non solo, significando l'importanza della presenza dei componenti la Casa Reale negli eventi culturali e patriottici e nelle manifestazioni nazionali e locali, sempre accolte con entusiasmo. L'anno 2012 non sarà un anno facile per tanti, troppi italiani ma, sono certo, Loro saranno presenti per dare a tutti un sostegno morale, importantissimo, in questo momento. Altezze Reali, tutti gli aderenti a "Rinnovamento nella Tradizione - Libero Movimento per l'Italia", fedeli alle "tradizioni" , alla "storia patria",ed alla Real Casa di Savoia, da Loro degnamente rappresentata, mio tramite, a cominciare dalla Segreteria Nazionnale, formulano alle LL.AA.RR. i più fervidi voti augurali per un sereno e felice 2012. Con deferenza. Giovanni Ruzzier Cavaliere della Corona d'Italia - Presidente di Rinnovamento nella Tradizione". |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 03 January 2012 )
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Messaggio di SAR il Principe Amedeo di Savoia |
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Sunday 25 December 2011 |
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MESSAGGIO DI S.A.R. IL PRINCIPE AMEDEO DI SAVOIA IN OCCASIONE DEL SANTO NATALE 2011 E PER IL NUOVO ANNO 2012 Italiani! si chiude un anno in cui abbiamo celebrato il 150° anniversario della proclamazione del Regno d'Italia. Si è parlato di Unità, ma questa, per il vero, fu raggiunta più tardi, con Venezia nel 1866, con Roma nel 1870, con Trento e Trieste nel 1918. Si è parlato di ombre, più che di luci, di quella epopea: ma le ombre, che nessuno vuole negare, sono parte di ogni vicenda umana, che sia personale o collettiva. Ciò che resta è che un gran Re come Vittorio Emanuele II, uno statista come Cavour, uomini di pensiero e di azione come Mazzini e Garibaldi, spiriti immortali come Foscolo, Leopardi, Verdi, Manzoni, Carducci fecero si che, dopo lunghi secoli di servaggio e di divisione, il popolo italiano ritrovasse unità, indipendenza e libertà. Si chiude un anno in cui abbiamo attraversato grandi difficoltà economiche e sociali. Esse hanno radici internazionali ma anche, e soprattutto, interne. Ho ripetuto tante volte - ma non mi stancherò di farlo - che, senza un profondo rinnovamento culturale e istituzionale, le riforme, auspicate da ogni parte, si risolveranno sempre in operazioni di potere a vantaggio di pochi e a detrimento di molti. Auspico comunque che - nonostante tutto - la classe dirigente del Paese voglia e sappia operare per il bene comune, tutelando soprattutto, in questi momenti difficilissimi, i più deboli e i più indifesi. Unitamente a mio figlio Aimone, rivolgo a tutti i concittadini, agli italiani che lavorano in ogni parte del mondo, ai militari impegnati nelle missioni all'estero, l'augurio di trascorrere un sereno Santo Natale e di vivere un buon 2012 ! Affrontiamo - tutti insieme - l'anno che viene, con speranza e determinazione, ciascuno dal posto che la Provvidenza ci ha assegnato ! ", secondo l'esortazione che, in un Suo memorabile messaggio, ci rivolse il Re Umberto II. Viva l'Italia! da Castiglion Fibocchi, 24 dicembre 2011 AMEDEO DI SAVOIA |
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Ultimo aggiornamento ( Tuesday 27 December 2011 )
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Comunicato Stampa del 24 dicembre 2011 |
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Saturday 24 December 2011 |
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Carissimi Amiche ed Amici,
l'anno 2011 sta per finire e ci lascia in eredità un evento memorabile ed una situazione economico-politica, a dir poco, devastante.
L'evento memorabile va ascritto alle celebrazioni del 150° Anniversario della proclamazione del Regno d'Italia e dell'Unità nazionale.
Va evidenziato che, per la prima volta dall'avvento della Repubblica, il Capo dello Stato On. Giorgio Napolitano ha inteso doveroso rendere omaggio a S.M. il Re Vittorio Emanuele II - Padre della Patria - recandosi al Pantheon, presenti i Principi di Casa Savoia, per deporre sul sacello del Re una corona d'alloro. In molte città della Penisola si sono svolte manifestazioni per ricordare gli artefici dell'Unità nazionale, oltre a Vittorio Emanuele II, Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
Il lato negativo va annoverato nella situazione economico-politica che vede il nostro Paese sull'orlo del fallimento causato dalla dabbenaggine dei politici di casa nostra, nessuna eccezione rimossa e dal comportamento disinvolto dei sindacati, sicchè tutte le cause del malessere e dei sacrifici che saremo tutti a dover affrontare, vanno ricercate negli errori compiuti dai nostri governanti e dai sindacati negli ultimi tren'anni.
Auguriamoci di riuscire a ritornare protagonisti in questa Europa, che a me personalmente non piace, perchè priva dei Valori Cristiani.
Ringrazio quanti di voi hanno fattivamente collaborato per rendere sempre più visibile ed apprezzato il nostro Movimento e desidero, in questa occasione, far pervenire anche a nome vostro, alle LL.AA.RR. Amedeo e Silvia di Savoia Duchi d'Aosta, Aimone e Olga di Savoia Aosta Duchi delle Puglie ed ai Loro figli Umberto di Savoia Aosta Principe di Piemonte, Amedeo di Savoia Aosta Duca degli Abruzzi, a S.A.R. Maria Gabriella ed al nostro Presidente Onorario S.A.R. Maria Isabella di Savoia-Genova, gli auguri più sentiti per un sereno Santo Natale e per un felice e proficuo 2012 !|
Anche a Voi, alle Vostre famiglie ed a tutti i Vostri Cari "BUON NATALE" e "FELICE ANNO 2012".
Viva l'Italia !!! Torni il RE !!!
Rimini, 24 dicembre 2011
Giovanni Ruzzier - Presidente |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 December 2011 )
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Auguri dal Comitato Papa Pacelli |
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Thursday 22 December 2011 |
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Gentili ed Illustri Amici del Comitato Papa Pacelli - Associazione Pio XII, augurando a tutti Voi un Santo Natale e un Felice Anno Nuovo, desidero lasciarVi un pensiero del Ven. Pio XII, tratto dal Suo radio-messaggio natalizio del 1952: "(Gesù) Figlio di Dio e araldo del celeste Suo Regno, stimò delizia il chinarsi commosso sulle piaghe della umana carne e sui cenci della povertà. Nè si tenne soddisfatto di proclamare la legge della giustizia e della carità, nè di condannare con roventi anatemi i duri, i disumani, gli egoisti, nè di ammonire che la sentenza definitiva del giudizio ultimo prenderà norma ed espressione dall'esercizio della carità, come prova dell'amore di Dio; ma di persona si prodigò ad aiutare, a guarire, a nutrire.....La grande tentazione di un'epoca che si dice sociale.....è che le persone, anche credenti, quando il povero batte alla loro porta, lo rinviino semplicemente all'Opera, all'Ufficio, alla organizzazione, stimando che il loro dovere personale sia già sufficientemente adempiuto coi contributi prestati a quelle Istituzioni mediante il pagamento di imposte....Senza dubbio il bisognoso riceverà allora il vostro aiuto per quell'altra via. Ma spesso egli conta anche sui voi stessi, almeno sopra una vostra parola di bontà e di conforto. La vostra carità deve rassomigliare a quella di Dio, che venne in persona a portare il soccorso.....Tutto Ci incoraggia ad invocare la vostra collaborazione personale. Gli indigenti, coloro che la vita ha duramente ridotti a mal termine, gli infelici di ogni sorta l'attendono. Per quanto dipende da voi, fate che niuno debba più dire mestamente, come già l'uomo del Vangelo, infermo da trentotto anni: 'Signore, non ho nessuno' (Io. 5,7)". Da questa pagina possiamo gustare la squisita carità, il grande cuore di Pio XII: raccogliamo il Suo insegnamento e soprattutto il Suo esempio di un bene fatto "personalmente" e non per delega. Avremmo così colto il vero contenuto del messaggio di Betlemme. Con i più cordiali saluti Avv. Emilio Artiglieri, Presidente Esimio Avvocato, anche a nome di tutti gli appartenenti a "Rinnovamento nella Tradizione -Libero Movimento per l'Italia" e mio personale, a Lei ed ai Suoi Cari ed a tutti gli Amici del "Comitato Papa Pacelli", i più fervidi auguri per un sereno Santo Natale e per un felice e proficuo 2012: Dio ci assista! Cav. Giovanni Ruzzier – Presidente. |
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Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 December 2011 )
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Castiglion Fibocchi 8 dicembre 2011 |
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Monday 19 December 2011 |
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Buon Natale! Anche quest'anno, siamo alla sesta edizione, il nostro Movimento ha avuto il privilegio della presenza delle LL.AA.RR. i Principi Amedeo e Silvia di Savoia Aosta all'incontro conviviale per lo scambio degli auguri natalizi che ha avuto luogo in occasione della Festività dedicata all'Immacolata Concezione. Il Presidente Giovanni Ruzzier ha portato il saluto del nostro Presidente Onorario porf. Piero Carlo de Fabritiis ed ha dato lettura del messaggioche è stato inviato alle LL.AA.RR. alla Presidenza ed alla Segreteria di "Rinnovamento nella Tradizione" da parte di S.S.R. don Riccardo Petroni - Postulatore delle Cause dei Santi, Consigliere Nazione e Rappresentante spirituale di tutti gli aderenti al Movimento - ed ha altresì portato l'augurio di tutti i soci e Dirigenti del nostro Libero Movimento per l'Italia. |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 19 December 2011 )
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Thursday 15 December 2011 |
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Si è tenuto a Bologna il Consiglio Nazionale di "Rinnovamento nella Tradizione", presenti i Dirigenti nazionali.
Il Presidente Giovanni Ruzzier in apertura del suo intervento ha portato ai presenti il saluto di S.A.R.il Principe Amedeo di Savoia Duca d'Aosta. Ha poi evidenziato quanto è stato fatto nell'anno in corso, proponendo al Consiglio alcune manifestazioni per il 2012. Hanno successivamente preso la parola il Segretario Nazionale dott.Fabrizio Nucera e vari Delegati presenti, tra i quali il prof. Mariano Torre, Claudio Bugani, la prof. Enrica Gottardi con un suo personale messaggio di saluto, il dott. Federico Bottigliengo, il neo dott. Matteo Venturini, Andrea Spettoli e Maura Aimar esponente prezioso del nostro Movimento, nella fattispecie anche compilatrice del verbale del Consiglio Nazionale. Sono stati apportati degli emendamenti allo Statuto per renderlo snello ed attuale alle odierne esigenze, è stato steso il nuovo organigramma, sono state fissate alcune manifestazioni a carattere nazionale per l'anno 2012, e a carattere internazionale. La conclusione del convegno ha sancito la riconferma a Presidente del Cav.Giovanni Ruzzier e del Segretario Nazionale dott.Fabrizio Nucera e la nomina a Vice Presidente per acclamazione al prof. Mariano Torre.  Il Presidente Ruzzier con il Vice Presidente Torre.
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Ultimo aggiornamento ( Monday 19 December 2011 )
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1922 – 2011: due crisi a confronto |
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Wednesday 14 December 2011 |
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di Sergio Giacalone Consigliere Nazionale RNT
1922 – 2011: due crisi extraparlamentari a confronto E’ passato quasi un mese dalla nomina di Mario Monti a Presidente del Consiglio, un mese di attese, di timori, di ansie, ma soprattutto di sorprese, partendo dagli esordi. Perché è innegabile che l’esperienza del Governo Monti, senza entrare in prematuri giudizi di merito, passerà alla storia per le sue anomalie formali, oltre che per il leit motif “lacrime e sangue”. Diciamolo (per citare un fumantino ex ministro): la caduta del governo Berlusconi e la nomina di Mario Monti a nuovo Presidente del Consiglio sono avvenute in un contesto e con modalità alle quali non eravamo abituati. E come se tutto sia avvenuto all’ombra, sì, della costituzione vigente, non però, come è d’uopo, attraverso la rigida applicazione delle sue norme. Per la prima volta nella storia della repubblica italiana un Governo è stato delegittimato da forze extra parlamentari, affossato da soggetti estranei a quelli previsti dal dettato costituzionale, sostituito dal governo Monti, con modalità non perfettamente in linea con la norma e la prassi consolidate e grazie ad un’iniziativa ascrivibile in massima parte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ultimamente epitetato da certa stampa - ambasciatore non porta pena - anche come “Napisan”, elevatosi al di sopra delle parti e delle difficoltà incontrate dalla politica istituzionale e riuscito ad imporre a tutte le forze presenti in Parlamento una soluzione in definitiva non parlamentare. Le reazioni sono state entusiastiche. Tutti o quasi, da destra a sinistra hanno applaudito all’iniziativa del presidente Napolitano, hanno salutato come salvifico il superamento dell’impasse parlamentare e le forzature operate dal presidente (a cominciare dalla tempestiva nomina di Monti a senatore a vita per finire con l’appoggio unitario al nuovo governo di una maggioranza ancora tale “in pectore” ma non più riconosciuta tale e di una opposizione divenuta artificiosamente maggioranza); il presidente della repubblica è stato additato come colui che agisce per un supremo interesse capace di giustificare certe forzature operate sul sistema e sulla prassi costituzionale: il bene e la salvezza dell’Italia. Perché è di questo che stiamo parlando. Tutto questo, lo ribadisco, è nuovo nella storia repubblicana del nostro Paese. Ma la storia d’Italia non inizia con l’avvento della repubblica… Nel 1922 l’Italia era un Regno e al Quirinale viveva Vittorio Emanuele III. Vittorio Emanuele III, per i detrattori “Sciaboletta”, è passato alla storia come il Re che consegnò l’Italia al fascismo. Sulle colpe di Vittorio Emanuele III in quei frangenti del 1922 e sulla mancata firma dello stadio d’assedio da opporre alla marcia su Roma si è basata tutta la campagna antimonarchica antecedente il referendum istituzionale del ’46 e tutta la storiografia antifascista proliferata dopo l’avvento della repubblica, avvalorata da testimonianze rese da chi, fascista un tempo, aveva necessità di mostrarsi figlio fedele della repubblica. Eppure…. Al di là di alcune differenza, prima fra tutte quella inerente al vertice istituzionale, ciò che accadde in quel lontano e funesto ’22 ha molte analogie con il presente: a partire dall’assunto che l’Italia era uno stato liberale e costituzionale, a regime parlamentare, con un presidente del consiglio eletto con sistema maggioritario che nominava i ministri e tutti giuravano nelle mani del Re. Il problema è che nel 1922 (come nel 2011) gli ingranaggi di questo sistema avevano smesso di funzionare. La I guerra mondiale aveva sconvolto gli equilibri sociali ed economici; la politica non era più in grado di rispondere all’esigenze di un popolo provato dai sacrificio bellico e desideroso di farsi protagonista della vita pubblica; per mantenere il potere e sfuggire ai pericoli del bolscevismo i partiti tradizionali avevano trovato nelle corruttele il mezzo più pratico e immediato, facendo sprofondare il sistema nel malcostume; il Parlamento era paralizzato dal trasformismo e da condotte politiche disdicevoli. Di fronte a questo sfacelo la piazza aveva reagito a modo suo, chiedendo a gran voce il cambiamento e trovando allora in Mussolini un capo popolo camaleontico capace di farsi interprete dei sentimenti della piazza e di prospettare un futuro migliore… Fatte salve le rispettive caratterizzazioni un parallelismo con il presente non può non scorgersi. Sappiamo come finì allora. Il Re preferì assumersi la responsabilità di ascoltare gli umori della piazza al di là delle beghe parlamentari e conferì a Mussolini che pur non era espressione di una maggioranza in Parlamento, l’incarico a formare il Governo, nella prospettiva di incanalare il suo movimento, ormai popolarissimo, nella prassi istituzionale e di legalizzarne il programma. A rileggere i giornali di un’Italia di certo ancora non “irreggimentata”, usciti dal 29 al 31 ottobre 1922, nei giorni successivi al conferimento dell’incarico a Mussolini da parte del Re, quest’ultimo viene dipinto come un salvatore, colui che aveva saputo assumersi il peso delle proprie altissime responsabilità salvando il paese dal tracollo o, peggio, dalla guerra civile, affidandone le sorti a chi proclamava di agire per la normalizzazione, per il ritorno allo Statuto, per la salvaguardia delle forze più sane e patriottiche. L’appoggio dato al Governo Mussolini da una grandissima maggioranza parlamentare, mantenuto per i successivi due anni, era il suggello di una soluzione che non si poteva prospettare diversa. Proviamo per gioco a rileggere quest’ultimo paragrafo sostituendo le date (dal 16 al 18 novembre 2011) e i nomi dei protagonisti (Monti per Mussolini, Napolitano per Vittorio Emanuele III): non è sorprendente il risultato? A questo punto mi chiedo: cosa fece quel piccolo re di diverso da quello che oggi l’alto presidente della repubblica ha compiuto nel supermo interesse del paese? Al di là delle differenze fisiologiche dovute al tempo trascorso, non sembrano forse, lo svolgimento della recente crisi e il suo epilogo, un dejà-vu? Oggi come allora sono state la piazza e soggetti extraparlamentari a decidere sul Governo del Paese (con la differenza peggiorativa che oggi quei soggetti oltre che extra-parlamentari sono stati extra-nazionali!). Oggi come allora un Capo dello Stato, conscio della propria responsabilità, ha ritenuto di dovere operare una forzatura sul dettato della carta costituzionale per superare un impasse che metteva in pericolo la stessa sopravvivenza del paese, dando al paese stesso un governo stabile e capace di imporre limitazioni con pugno fermo, in attesa dell’auspicabile e necessaria normalizzazione. Oggi però il Presidente Napolitano è un eroe. Ieri Vittorio Emanuele III un traditore della Patria. No, così non va… A parità di condizioni deve corrispondere uniformità di giudizio! Non ho mai negato e sarò sempre pronto ad affermare che, nel prosieguo, Vittorio Emanuele avrebbe potuto agire per evitare che la normalizzazione imposta da Mussolini scivolasse nel regime totalitario che portò l’Italia alla II Guerra Mondiale e che in quel baratrò finì col trascinare se stesso, la monarchia e il paese intero. Ma in quella prima fase no. La condanna della storia di regime inflitta a Vittorio Emanuele III quale unico responsabile dell’ascesa del fascismo al potere appare ingiusta e perde il suo smalto e la sua finta veridicità proprio alla luce dei fatti recenti, quando il superamento della costituzione in nome del bene supremo del paese è stato salutato con un generale: “Grazie Presidente!” Un grazie anche a nome del suo lontano regale predecessore. |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 14 December 2011 )
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Wednesday 14 December 2011 |
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Bassorilievo della Chiesa dedicata al Santo, a San Giovanni Rotondo
Il Santo qualche mese prima della morte, incontrando Amedeo di Savoia, vedendo il figlio Aimone, predisse per lui un futuro di regnante. La profezia in un basso rilievo a San Giovanni Rotondo, stranamente fatto spostare in uno spazio difficilmente visibile. Nel quattordicinale "SI" diretto da Maria Giovanna Elmi, in questi giorni in edicola, compare un sibillino articolo firmato da Eugenio Parisi, circa una profezia di San Padre Pio riguardante l’Italia ed un possibile ritorno della monarchia. A regnare sarebbero i discendenti dell’attuale V Duca d’Aosta, Amedeo di Savoia. Il professor Giulio Vignoli dell’Università di Genova il quale ha ricordato come Padre Pio, già prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, avesse annunciato, durante un toccante incontro, alla allora Principessa di Piemonte, Maria Josè – poi ultima Regina d’Italia – che casa Savoia avrebbe perso il trono e che la Pianta principale del casato sarebbe seccata ma che "un virgulto sarebbe sbocciato ridando onore e forza alla famiglia riottenendole il regno". La profezia fu confermata anche dopo la guerra dalla stessa Maria Josè a diversi testimoni che si sarebbe verificata nella sua prima parte sia nei minimi particolari. Dunque, se la profezia fosse veritiera, all’attuale Repubblica, dovrebbe subentrare una nuova monarchia. Secondo l’articolo di SI , al Santo, qualche mese prima della morte, fu portato il figlio di Amedeo di Savoia e di Claudia di Francia, Aimone. Padre Pio appena visto il piccolo avrebbe esclamato “bimbo innanzi a te vi è onore e regalità”. La frase turbò non poco i presenti e poco dopo il Santo frate, volle parlandone ad alcuni suoi “figli spirituali” che dopo la sua morte fosse realizzato un basso rilievo in cui fosse in qualche modo consacrata la sua profezia. L’opera fu effettivamente scolpita. Posta nella cripta a San Giovanni Rotondo, dove sino a poco fa giaceva il corpo del Santo, il bassorilievo presenta una scena che ha dell’incredibile: vi compaiono la Madonna con Gesù Bambino in grembo e San Giuseppe. Innanzi alla Sacra famiglia, Padre Pio che regge tra le braccia un agnello. Compare poi un gruppo di giovinetti e una ragazzina inginocchiati intorno alla sacra famiglia. Tutti i componenti la raffigurazione sono rappresentati negli abiti tradizionali. Tutti eccettuati due personaggi: lo stesso Padre Pio, con il saio francescano, ed uno dei ragazzi ritratto in abito moderno da cerimonia. A ben guardare quest’ultima figura c’è da rimanere di stucco: il ragazzo ha le sembianze di Aimone di Savoia ed indossa il collare dell’Annunziata (suprema onorificenza sabauda) conferita da Re Umberto II ad Aimone quando il giovane aveva 15 anni. Titolo dell’opera: “Bellezza e regalità ti stanno d’intorno”. Cosa vuole dire questo titolo? Aimone sarà Re d’Italia? Ora con la crisi gravissima che il nostro Paese sta attraversando il bassorilievo è rimasto collocato nella vecchia cripta dove riposava Padre Pio ma è stato spostato in posizione difficilmente visibile. Forse qualcuno ha paura della profezia e che possa cadere la Repubblica? |
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Ultimo aggiornamento ( Wednesday 14 December 2011 )
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